L’Italia spiegata a mio nonno
L’Italia spiegata a mio nonno (Mondadori, pp.143, €13) è un racconto dell’Italia di oggi, vista con gli occhi di chi è nato dagli anni ‘70 in poi.
L’Italia spiegata a mio nonno, è un saggio rap/pop, un saggio che si vuole far leggere come un romanzo.
Il libro è in libreria dall’ottobre 2007. Dal 18 novembre 2008 è liberamente scaricabile qua dal blog.
Di seguito trovate la quarta di copertina. Più sotto, una breve storia di com’è nato questo libro. A sinistra tutte le altre risorse.
«Ma se ti dicessi la parola “futuro”, nonno, cosa ti verrebbe in mente? Ho deciso di parlarne a te, nonno. Tu che quanto me hai a cuore il futuro,
sarai mia sponda e sostegno. Ho deciso di provare a spiegarti, nonno, in questa specie di lettera aperta, in queste righe scritte con il cuore, quanto la nostra amata Italia si sia cacciata in un gorgo impazzito dove il futuro è bandito. Proverò a spiegarti come lo sport più in voga delle “power élite” italiane sia stato negli ultimi anni quello di rimandare ogni problema sulle spalle dei futuri cittadini».
Se esiste un tratto comune delle scelte politiche compiute in Italia negli ultimi decenni, sembra essere proprio la difficoltà di pensare e immaginare il futuro. E il risultato di questa incapacità è stato, purtroppo, la scelta di rinviare la soluzione dei problemi di oggi a un domani indefinito e incerto, in cui, chi adesso decide, di sicuro non ci sarà più. Federico Mello, senza ricorrere a vana retorica o vuota e facile indignazione, prova a spiegare a suo nonno, un nonno come tanti altri e che forse neppure esiste davvero, che cosa è diventata l’Italia mentre la sua generazione, quella nata prima della fine della guerra e che ancora occupa i posti chiave della politica e dell’economia, è diventata la generazione degli «anziani». Perché l’Italia in cui il nonno dell’autore (e tutti i nonni di chi oggi ha tra i venticinque e i trentacinque anni) ha passato la maggior parte della sua vita semplicemente non esiste più. O quanto meno, non esiste più per i loro nipoti. Non esiste più il posto fisso e neppure il lavoro dipendente. Non esiste più la certezza della pensione e persino la famiglia, da tutti difesa a parole, si va via via estinguendo, soprattutto tra i più giovani, sempre più tardi autonomi e indipendenti.L’Italia spiegata a mio nonno (apparso per poche settimane su internet in versione ridotta e divenuto subito un fenomeno di culto) è un accorato appello rivolto a «una folla di potenti in età da bocciofila» e a tutti i giovani italiani che devono incominciare a farsi sentire. Un appello a favore dell’innovazione, dello svecchiamento, del coraggio necessario a ideare nuove risposte per nuovi bisogni. Un appello a tutti quegli italiani che, indipendentemente dall’età anagrafica, sanno che ormai è indispensabile tornare a programmare un futuro equo per tutti. Anche per quelli che verranno.
L’idea di raccontare l’Italia a mio nonno, mi venne nel dicembre 2006 (qua la vera storia). Alla fine del febbraio 2007 pubblicai sul web una versione beta del libro che avevo in testa, e che intitolai, appunto, “L’Italia spiegata a mio nonno” (qua il sito che realizzai appositamente e qua i commenti che mi lasciarono).
Strade Blu Mondadori, scovato il pamphlet online, mi contattò subito (il giorno dopo la pubblicazione) offrendomi l’occasione di realizzare compiutamente quella che era la mia idea iniziale e che oggi, impaginato come si deve, è un libro vero e proprio. Del pamphlet ne parlarono in giro varie testate, nonostante il periodo di limbo tra una versione e l’altra (qua la RS sul pamphlet). Ora siamo alla versione definitiva.
La RASSEGNA STAMPA sul libro si trova qua, qua i commenti che mi sono stati lasciati, e qua trovate la registrazione della diretta video di presentazione fatta sul mio blog (e altri) il 25 settembre 2007, giorno dell’uscita in libreria. Questo e quanto. Ora non vi resta che leggerlo.
f-

sarai mia sponda e sostegno. Ho deciso di provare a spiegarti, nonno, in questa specie di lettera aperta, in queste righe scritte con il cuore, quanto la nostra amata Italia si sia cacciata in un gorgo impazzito dove il futuro è bandito. Proverò a spiegarti come lo sport più in voga delle “power élite” italiane sia stato negli ultimi anni quello di rimandare ogni problema sulle spalle dei futuri cittadini».