Internet è strumento di droga

Schifani dice che “Facebook” è “più pericoloso degli anni settanta”. Donadi dell’Idv gli replica: “Schifani la pensa come Ahmadinejad, Hu Jintao e Al Bahir, i presidenti di Iran, Cina e Sudan, dove Facebook è messo al bando”. Ma ci pensa Gasparri a calare l’asso: “Le parole di Donadi sono risibili. Il presidente Schifani, come tanti, è preoccupato per i pericoli e le insidie che nasconde il web, dove regole e metodologie non sono ben definite e comunque facilmente disattese. Bisogna, e su questo il presidente Schifani è stato molto chiaro, evitare che uno spazio di libertà si trasformi in uno spazio di violenza, di associazione per delinquere, strumento per spaccio di droga. La rete non può poi essere un mezzo per alimentare campagne di odio. Pur consapevoli della complessità del tema riteniamo che auspicare regole sia legittimo. Respingiamo quindi il linguaggio e gli accostamenti inadeguati di certa opposizione”.Ha ragione. Vietiamo allora anche il telefonino e gli angoli di strada dove si spaccia.

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