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Non era il cuore non era il cuore

In un bel post Luca Sofri s’interroga su quale sia la canzone più triste di tutti i tempi. Ci ho pensato un po’ anch’io, ero indeciso tra il pensionato di Guccini (canzone bellissima, peraltro) e la perchè lo fai di Masini. Poi però mi sono ricordato di una canzone di De Andrè che da piccolo mi terrorizzava: la canzone dell’amore cieco. Quel suo vuoto pneumatico senza logica e senza tempo rimane per me ancora insuperable. Ma magari a voi ve ne viene in mente qualcun’altra.



11 Comments

io voto la sposa rubata di angelo branduardi
http://www.youtube.com/watch?v=vBgONe02YYM



Io voto i “Giardini di Marzo” di Battisti testo e musica da suicidio puro. LA ballata dell’amore cieco e’ si’ tristissima, ma il motivo musicale e la struttura della canzone non regalano empatia con la protagonista femminile, lei si’ tragicamente triste, ma piuttosto col protagonista maschile che almeno muore felice. Molto peggio “La canzone dell’amore perduto” ad esempio.



Soccia pero’, Sofri al 10 di luglio non ha di meglio a cui pensare che alla canzone piu’ triste? Cos’e', non e’ riuscito a prenotare a Capalbio?

Io comunque accuso solo Bella ciao durante la proiezione di Materiale resistente.



Io propongo l’intera discografia di de gregori: esempio ineguagliabile di melanconia e spleen baudeleriano.



Secondo me la più triste è “Disse: Non Dio, decido io” di Piero Ciampi.



erano ANNI che aspettavo questa opportunità..evindentemente qui qualcuno NON CONOSCE “Stanze di vita quotidiana”, F.Guccini, 1974, in cui il Nostro, ispiratissimo, mette insieme un dischino niente male…di cui si fornisce qui sotto un pezzo, anche se senza la musichetta straziante non rende. Se ne consiglia fortemente l’ascolto e lo studio.
Un grazie sentito a FG che mi ha permesso di rovinarmi completamente il cervello prima della maggiore età, oltre ad essere servito per numerosi intorti (oh, al classico funzionava ancora nei primi anni novanta, adesso secondo me no?

CANZONE DELLA VITA QUOTIDIANA

Inizia presto all’ alba o tardi al pomeriggio,
ma in questo non c’è alcuna differenza,
le ore che hai davanti son le stesse, son tante,
stesso coraggio chiede l’ esistenza..
La vita quotidiana ti ha visto e già succhiato
come il caffè che bevi appena alzato
e l’ acqua fredda in faccia cancella già i tuoi sogni
e col bisogno annega la speranza
e mentre la dolcezza del sonno si allontana,
inizia la tua vita quotidiana…
E subito ti affanni in cose in cui non credi,
la testa piena di vacanze ed ozio
e non sono peggiori i mali dei rimedi,
la malattia è la noia del lavoro:
fatiche senza scopo, furiose e vane corse,
angosce senza un forse, senza un dopo,
un giorno dopo l’ altro il tuo deserto annuale,
con le oasi in ferragosto e per Natale,
ma anno dopo anno, li conti e sono tanti
quei giorni nella vita che hai davanti..
Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo,
risposte argute date sempre tardi,
saluti caldi d’ ansia, di noia o di disprezzo
o senza che s’ incrocino gli sguardi,
le usate confidenze di malattie o di sesso
dove ciascuno ascolta sol se stesso:
finzioni naturali in cui ci adoperiamo
per non sembrar di esser quel che siamo.
Consolati pensando che inizia e già è finita
questa che tutti i giorni è la tua vita…
Amori disperati, amori fatti in fretta,
consumati per rabbia o per dovere
che spengono in stanchezza con una sigaretta
i desideri nati in tante sere,
amori fatti in furia, ridicolo contrasto,
dopo quei film di fasto e di lussuria,
rivincita notturna dove, per esser vero,
l’ uno tradisce l’ altro col pensiero:
son questi che tu vedi, che vivi e che hai d’ attorno
gli amori della vita d’ ogni giorno…
Le tue paure assidue, le gioie solitarie,
i drammi che commuovon te soltanto,
le soluzioni ambigue, i compromessi vari,
glorie vantate poi di tanto in tanto,
i piccoli malanni sempre più numerosi,
più dolorosi col passar degli anni,
la lotta vuota e vana, patetico tentare
di rimandare un poco la vecchiaia…
E poi ti trovi vecchio e ancor non hai capito
che la vita quotidiana ti ha tradito…



Sì, ma la ballata dell’amore cieco è un’altra cosa. La tristezza è anche causata (volontariamente) dalla narrazione tragica di un amore cieco, appunto, mediante una musica relativamente allegra e spensierata (tralalalalla tralallallero) che, pur sembrando non avere corrispondenza con le parole tristi, le rende quasi, come dire, “normali”. Sembra il racconto di una storiella di tutti i giorni, il che mette sgomento. E’ la mia sensazione, si intende.Per questo la reputo un capolavoro



Invece a te Fede non e’ che il rilancio di questa cosa tristissima l’ha fatto venire l’assemblea dei Mille?

Mello e iMille, eh eh eh (risata da associare a espressione ebete)



Certo che pure Geordie del buon già citato De Andrè insieme a Joan Baez… ha il suo perché.
Poi metterei anche Terra Mia di Pino Daniele.
cmq ci sono canzoni tristi… a me The sound of silence ha sempre commosso, ma è l’ascolterei mille volte di seguito.



condivido la dotta analisi di little caesar. sui mille mario infatti mo ne scrivo



condivido le opzioni precedenti. Io, poi, sono cresciuto con le canzoni di Claudio Lolli… .



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Un’occasione persa I Mille ovvero Bamboccionismo Spinto

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