redtube xvideos xhamster




Cepu (non) c’è

Mi scrive il mio amico Simone:

Mercoledì scorso i precari di cepu e grandi scuole di bologna, tutti copro, hanno scioperato. Per decidere di farlo, e per farlo, perchè la decisione individuale ecollettiva venisse presa, sono passati due mesi. Il punto è che a questi scade il contratto a giugno, e non sanno se a settembre glielo rinnovano.
Stiamo chiedendo che vengano stabilizzati, anche grazie alla legge per le stabilizzazione dei copro (quella l’anno scosrso molto utilizzata nei call center). Dobbiamo fare in modo che entro giugno la mobilitazione si estenda per tutto lo stivale.
Per il momento sappiamo di città nelle marche, in toscana e in lombardia si stanno organizzando. Con il primo sciopero abbiamo ottenuto il tavolo di confronto col padrone, che finora ci aveva invece snobbato. Ma il bello viene ora. Hanno tirato fuori un coraggio non da poco: non ci sono ragazzini, è gente della nostra età con affitti o mutui da pagare, qualcuno appena sposato,
qualcuno con figli.
Se perdono il lavoro sono per strada, è vero, però si sono pure stancati, e hanno deciso che se non si muovono loro non si muoveva nessuno. Si sono detti: in giro per l’italia tutti stanno di certo incazzati come noi, però tutti hanno paura, paura di brutto di perdere il posto. Se qualcuno inizia, altri prenderanno coraggio.
E infatti qualcosa già sta avvenendo. Insomma ti sto chiedendo di mettere qualcosa sul tuo blog, di rilanciare l’appello che facciamo nel nostro sito:
iprecaridicepu.net

Non posso che dirmi con loro e fargli gli auguri per questa battaglia .



24 Comments

Mo’ mi attiro un po’ di insulti, pero’ la stagione del buonismo e’ definitivamente tramontata (l’ha detto Brunetta).
Prima una premessa fondamentale: solidarieta’ sincera e totale a chi chiede che in cambio del tempo sprecato a lavorare gli venga dato di che campare nel restante tempo in cui prova a vivere.

Detto questo, mi sembra che la protesta dei copro di Cepu e GrandiScuole sia come un’eventuale protesta dei lavoratori della Beretta (non quella dei salumi) contro la guerra o contro la vendita di armi. Sono “interni al” e, scusate la parola un po’ forte, “complici del” sistema che attaccano, perche’ accettano di partecipare al meraviglioso processo di (ulteriore) svilimento del sistema formativo italiano, di squalificazione (?) delle competenze e, tema a voi caro, di affossamento di ogni principio di meritocrazia (e per questo gliene sono grato).
Poi mi direte che uno deve pure campare e su questo non ci piove, ma far passare per oro cio’ che oro non e’ mi pare comunque un errore.



Lo svilimento del sistema formativo lo fanno i governi che tagliano i fondi alle scuole pubbliche.
E’ statisticamente fisiologico che ci sia qualcuno che non finisce le scuole o l’università, e che quindi vada da un privato a fare lezioni. Perchè se non c’è una scuola, lo fa qualcuno in nero. Detto questo, di Cepu sappiamo com’è: la cosa più mostruosa è la differenza tra ciò che pagano gli studenti e ciò che prendono i professori.

Ora però ti consiglio anche di scrivere lo stesso commento nel blog di chi sta scioperando, e di dirgli che loro producono armi, che sono come la Beretta.
Perchè siamo stanchi del buonismo.



Magari gli scrivo di fare uno sciopero per il contratto e uno perche’ non ci sia piu’ bisogno di Cepu e compagnia bella.
Promettendo di partecipare a entrambi.

Provando a uscire dal caso specifico, se c’e’ un sistema che crea sconquassi, non sarebbe meglio “armarsi” per risolvere il problema all’origine invece di tentare di tappare ogni singola falla con coperte sempre troppo corte?

M.P. ben pasciuto e non privo di contraddizioni dal suo orticello.

p.s. in effetti l’esempio Beretta e’ un po’ forte, ma non me ne e’ venuto in mente un altro.



caro pelacani,
io una sera per poco mi faccio ammazzare in una discussione simile con i Precari dell’Università, cioè i ricercatori, futuri, forse, professori, che scioperavano per i soldi, pochi, e per la stabilità, nulla, ecc ecc ecc, perchè mi sembrava fosse incoerente, da una posizione di privilegio(e anche qui sai che macello!!), manifestare per i PROPRI contratti e per il PROPRIO stipendio. Dopo essere stato circondato e dopo che mi si è rintrozzata la biretta al pensiero “perchè non mi faccio mai i cazzi miei” (la discussione, accessa, è durata 2 ore, come quando mi prendono per leghista) siamo giunti a una conclusione, che secondo me vale come assioma: non si dice di manifestare per il proprio copro, ma per tutti i copro, con il beneficio di un pò di comprensione sulla caratteristica tutta umana e comune a quasi tutti, santi e poeti esclusi, di preoccuparsi prima del proprio e poi dell’altrui. Tutto qui



…infatti sono andato a vedere il video dello sciopero cepu per capire chi avrebbe potuto farmi andare di traverso la prossima birra! Per un po’ frequentero’ solo locali esclusivi :-] in luoghi di villeggiatura.



mmm

Lo ammetto, ho pensato le stesse cose che ha scritto Pellacani.

E penso anche che alcuni, pochi, dei precari dell’Università di oggi, saranno la Casta di domani.



i precari di cepu che hanno scioperato a bologna lo hanno fatto consapevoli che era per loro, e per tutti gli altri. e soprattutto, che se pure gli altri non si muovevano alla fine restavano sul tappeto loro, come vittime naturali delle ritorsioni aziendali.
più in generale, questi lavoratori hanno smesso di attendere che qualcuno (dio, lo stato, una legge, la mamma) gli risolvesse un problema loro, e hanno iniziato ad agire collettivamente per trasformare in meglio la propria condizione. rischiando di perdere il posto di lavoro, tra l’altro.
in questo c’è la differenza con le chiacchiere che possiamo fare al bar.



Infatti, Simone, massimo rispetto e appoggio per cio’ che descrivi.



ho un problema:
come mai io che lavoro a 50 m dalla sede non ho visto niente???? a che ora era il presidio??



non hai visto niente perchè in preda alla stanchezza a mello ho scritto “giovedì” invece era mercoledi. Il presidio è stato tutta la mattina, circa dalle 9 alle 13, ed era impossiible non vederlo (se uno passava sotto il portico, era impossibile, dalla strada occorreva guardare: abbiamo evitato di farci asfaltare, i viali sono un delirio)



però dico tutti sti dubbi nei confronti dei ragazzi del cepu. non ne capisco molto il senso



Hai ragione Mello.
In effetti i lavoratori, i giovani professori (?) precari devono essere rispettati e pagati rispettando i contratti, in quanto lavoratori come tutti gli altri.

Sulla struttura Cepu invece avrei molto da dire, come meccanismo non sempre limpido per superare esami.
Mi limito a ricordare la polemica - non da poco - sui docenti Cepu che erano spesso gli stessi giovani dottorandi davanti ai quali si doveva poi superare l’esame in sede universitaria.



Carissimi,
mi rivolgo a tutti coloro che hanno scritto, commentato, lo sciopero…in particolare al sig. Pellacani.
Le considerazioni che lei ha fatto sinceramente mi sembrano fuori luogo. Mi permetta di dirle alcune cose.
Sono un’insegnante, e mi creda amo il mio lavoro e non ho mai pensato di sprecare del tempo. Ciò che mi spinge è una piccola e grande cosa…Passione! Non credo neppure di contribuire allo svilimento del sistema formativo italiano.
Purtroppo spesso si ragiona per luoghi comuni, non si è a conoscenza di determinate logiche e quindi si giudica senza badare al peso delle parole.
Vede io capisco ciò che lei dice, ma coloro che si iscrivono, certo non tutti, ma la maggior parte, sono ragazzi, persone anche adulte, che cercano di recuperare ciò che hanno perduto, e spesso, mi creda, i problemi che ci sono dietro sono poco piacevoli. Ebbene, io faccio di tutto per aiutare queste persone. Mi spiace deluderla, ma non sono complice del sistema che combatto. Vuole sapere qual è la differenza? Che loro, CEPU/GS, ragionano in base al profitto personale, quanti soldi guadagno questo mese? Io ragiono sulla base della conoscenza, che assolutissimamente non può, non deve essere negata a nessuno.
Le dico un’altra cosa, io sono tra i pochi fortunati in possesso di un’abilitazione, insegno anche a scuola. Putroppo ci sono persone che come me, amano questo lavoro, e le assicuro lo fanno con la stessa passione. Allora mi chiedo perchè negare loro la possibilità di scegliere, di scegliere un lavoro che li appassiona? Queste persone hanno dei diritti, come lei, come me, perchè negarglieli? Amiamo i nostri studenti e lottiamo anche per loro, perchè il sistema di cui parla possa migliorare. Cerchiamo di fare capire loro che nella vita è fondamentale alzare la testa e dire sempre ciò che si pensa, nel bene e nel male. Non bisogna sempre subire o rassegnarsi alla logica del più forte o del più ricco. Siamo persone con degli ideali che sono stanchi di non essere ascoltate. Abbiamo semplicemente detto basta, abbiamo semplicemente urlato no.
Sig. Pellacani se potessi le racconterei molte più cose, le parlerei delle immense soddisfazioni che i miei studenti GS negli anni mi hanno dato, ma questo forse non è il luogo adatto.
Un’altra cosa non faccia di tutta l’erba un fascio, e cerchi di portare rispetto per chi crede in ciò che fa senza avere paura, con il coraggio di andare avanti, di non fermarsi…Chissà se tutti lo facessero forse le cose cambierebberò…
Vi saluto.



Mi scuso per alcuni errori di battitura



Aboliamo i contratti a tempo indeterminato una volta per tutte: durata maxima 5 anni rinnovabili x meriti.
Scaldasedie, basta.
Assumiamo sempre anche per periodi brevissimi, ma assumiamo sempre.
E smettiamola con sta parola vecchia: PRECARI.
La precarietà è la norma, la stabilità è l’eccezione, fare lo stesso lavoro nello stesso posto tutta la vita non è normale.
Pensateci.
Cmq solidarietà con sti precari che scioperano… ma lo sapete quando scioperano UNITI i precari? Quando non c’è + niente da fare, altrimenti ognuno tira l’acqua al suo mulineex



coloro che si iscrivono, [...] cercano di recuperare ciò che hanno perduto [...] i problemi che ci sono dietro sono poco piacevoli

Solo una cosa, perche’ altrimenti pare che io abbia qualche conto in sospeso con i lavoratori del cepu.
In base a quello che dici sopra, ti sembra che la soluzione a quei problemi di cui parli possa essere una “struttura formativa” (non so come chiamarla) che chi ha i soldi paga e chi non ce li ha si tiene i suoi problemi? Uno Stato (iniziali maiuscole come da prossimo Consiglio dei Ministri) che non riesce a tenere in piedi un sistema d’istruzione pubblico (tu hai l’abilitazione, ma evidentemente non basta e quindi qualcosa non va) si puo’ accollare anche il costo della istituzionalizzazione di un ennesimo percorso formativo alternativo a quello pubblico (non ti preoccupare, il sig. Giovanni Cepu sapra’ benissimo come fare a trasferire i maggiori costi legati a un’eventuale vostra regolarizzazione sulla spesa pubblica (in minuscolo perche’ verra’ abolita))?
E potremo sostenere il peso, tra 5 o 10 o 15 anni, di percentuali significative di persone che hanno raggiunto titoli di studio con la formula “soddisfatti o rimborsati”?
E ancora, il concetto che in Italia e’ rimasto di istruzione e’ quello di passare degli esami?

Lo so, dovevo dire una cosa sola ma mi e’ scappata la mano.

Comunque in bocca al lupo per le vostre rivendicazioni (lo spreco di tempo era riferito in generale a chiunque, me compreso, non costruisca tondini di acciaio o non esegua interventi chirurgici d’urgenza).



Adesso chiamo Brunetta e mi propongo per una consulenza…



Cavoli dimenticavo una cosa!

Abbiamo chiesto a Mello di metter su sto pezzo, il link e via cantando. Un atto di solidarietà.
Però in questo caso non è ‘pelosa’ solidarietà, pura testimonianza, “il valore simbolico dello straccetto”, il dire “sono con loro” e poi tutti a casa.
Se dal sito facciamo un appello ai blogger il motivo è concreto:
il fatto che si parli della nostra vertenza collettiva ha un’utilità, perchè il passaparola (a cui crediamo di brutto e già sta dando risultati) ci mette in contatto con altri lavoratori in giro per l’italia
e perchè all’azienda scoccia di brutto che la cosa abbia una visibilità pubblica, e il parlare di uno sciopero fa a Cepu male più dello sciopero stesso.
Quindi: altri blogger in ascolto, ci date una mano?



Guarda che io non ti dò torto, ma evidentemente non mi sono spiegata bene. A me la stuttura Cepu fa orrore, le scuole paritarie mi fanno orrore. La scuola è stata rovinata da chi sta un po’ più in alto di me…perchè come diceva Alfieri nel “Il principe e le Lettere”…Il principe vuole il suo popolo ignorante altrimenti non avrebbe modo di esistere, il letterato vuole dare la luce, illuminare il popolo, farlo uscire dalle tenebre dell’ignoranza…politica e cultura non vanno d’accordo…le nuove generazioni devono crescere così, pensare solo a chi vince lo scudetto, a chi ha vinto il grande fratello, ridere di fronte a uno Sgarbi che urla contro uno dei più bravi giornalisti rimasti…etc…Votare dei mafiosi, ladri, disonesti…etc…Caro Mario, perdonami se lavoro anche là credo di avertelo spiegato, passione e voglia, desiderio di aiutare il prossimo! Una piccola cosa non ci sono solo quelli con i soldi, i più soprattutto i lavoratori, sono persone modeste che lavorano tutto il giorno, poi la sera vengono e studiano…(ovviamente mi riferisco a GS, non mi occupo di studenti CEPU)…Che altro dire…



Secondo me rileggendo tutti i commenti si possono trarre due considerazioni condivisibili dalla maggior parte dei presenti:
- han ragione i lavoratori di GS e C a chiedere maggiori tutele (tra cui quelle economiche), se non altro perche’ occupano il loro tempo in quell’attivita’ e perche’ ci devono campare;
- un sistema d’istruzione che delega attivita’ che sarebbero di sua competenza a soggetti legati alla logica del profitto non e’ sostenibile ne’ conciliabile con una pretesa teorica di libero accesso all’istruzione.

Soprattutto con riferimento al secondo punto, Cepu non e’ sicuramente la causa di tutti i mali, ma e’ sintomatico dei vuoti lasciati da un sistema che concepisce la spesa per l’istruzione come, appunto, una spesa e non un investimento per il futuro.

mi sono capito?



è peggio il rimedio del male? Perchè se io non metto le pezze il sistema collassa, ma se collassa è peggio o meglio? In una logica di mercato nessuno governa più niente e dove c’è la possibilità di fare soldi qualcuno ci si mette. E’ giusto? E’ morale? Funziona? L’Istruzione deve essere libera e pubblica, ma se l’istruzione libera e pubblica fa schifo? Si riforma…e intanto si migliora da dentro. Le istituzioni di migliorano da dentro o facendole collassare? E se non collassano da sole, le si abbatte? Mi duole, ma è la questione fra massimalisti e riformisti di un secolo fa, non si trova soluzione. Si può analizzare caso per caso, e quando ci si è dentro la prospettiva diversa.



‘mbuti, su rieduchescional channel.



Ragazzi, fanno bene a scioperare, fossero Cepu così come produttori di armi o di qualsiasi altra cosa. Capiamoci, è il concetto che non deve passare, l’odiosa idea che chi sta su possa manovrare e trattare i lavoratori come voglia, tutti insieme, precari e studenti, dovremmo lottare contro questa linea di pensiero.
Io in linea di principio appoggio i precari, anche se poi critico chi molte volte non ha avuto ambizioni e si è accontentato prima di fare una università scadente, poi di iniziare un lavoro instabile.



Ciao a tutti! Ho lavorato quasi un anno al Cepu di Milano e poi mi sono licenziata perchè secondo loro avevo un attività da concorrente e quindi incompatibile con le lezioni che effettuavo presso la sede milanese.
Qualche lezione privata qua e la per la città, pagata normalmente come una normalissima lezione privata, ovvero 20 euro l’ora e non un tozzo di pane come quella che ti forniscono loro.( Mai firmato un patto di non concorrenza…ma tutti i colleghi hanno una doppia vita lavorativa, anche perchè a pochi centinaia di metri c’è una scuola di recupero anni che paga subito, bene ed è professionale….ma non ha tutti gli alunni di Grandi Scuole….solo perchè non investe in pubblicità, ma nella risorsa professionale dei suoi docenti ).
Un anno da precaria.
E che dire? Corsi dedicati ai tutor con perdite di circa 40 ore non pagate, Riunioni mai pagate, Tagli di ore-lezioni-compensi per mancanza di budget (?), Per assenze impreviste dell’alunno, Perché il responsabile non ha raggiunto l’obiettivo o è un frustrato che non ha una vita privata e si deve pur sfogare, riassunti su riassunti, tesine, logica evangelica degli “ultimi saranno i primi”… vale a dire che per evitare un presunto potere per anzianità di servizio vengono favorite le new entry, amiche dell’ultima scelta sbagliata di una referente, che si trova li a fare quel mestiere perchè non c’è altro da farle fare….. anche se i colleghi saprebbero bene dove collocarla! (Qualche anno fa trascorreva ore ed ore in bagno…a far quello per cui la famosa Monica Lewisky faceva sotto il tavolo del Presidente degli Stati Uniti) E che dire della nuova figura…il tutor on-line? Nato per abbattere il costo del tutoraggio. Già nelle figura del tutor sono presenti: la mela in bocca e la carota in c…..manca solo la fettina di limone e l’arrosto è pronto!E che dire di docenti che lavoravano da novembre 2008 e hanno visto un misero acconto solo a marzo, senza uno straccio di contratto? Come si fa a pagarli? Semplicemente togliendo qualche soldino da ognuno e via l’acconto di stipendio alle continue richieste!
E che dire dei contributi INPS?
Sulle buste paga sono enunciati e con grandi cifre ma…da controllo effettuato…nulla di nulla….sembra che siano svaniti come neve neve al sole. A conti fatti siamo pagati circa 5 euro l’ora…… meno di una donna che si occupa delle pulizie, meno di un operatrice call center…ma abbiamo un nome….TUTOR. Insomma: “ho visto cose che voi umani…”, un compendio di tutte le peggiori nefandezze protocapitalistiche, di tutti gli sfruttamenti da liberismo selvaggio, di trattamento da pura manovalanza intellettuale…Per fortuna lavoro anche nella scuola statale e conosco centri di recupero anni veramente seri, dove ti pagano 18 euro l’ora netti, ti versano i contributi e fanno il loro lavoro in modo serio e professionale. Non capisco come mai questi mega-ultra dirigenti, con tanto di laurea e titoli e studi professionali, rimangano a fare questo lavoro? Certi “mestieri” non conoscono crisi…perchè non rimboccarsi le maniche e cominciare a fare gli ingegneri, gli architetti, i docenti, gli avvocati, i commercialisti anzichè mettere da parte queste professioni bellissime e ben pagate per fare i dirigenti in queste strutture?Io penso a due ipotesi….O non sanno fare il proprio lavoro, quello per cui hanno studiato e quindi…..si sono riciclati in questo …..oppure …questo “lavoro” se così si può chiamare….ladrocinio autorizzato …… rende molto di più!! I veri ladri sono questi dirigenti dei centri studi che non dovrebbero marcire nelle patrie galere, come afferma la collega,ma essere destinati ai lavori socialmente utili, in quanto non mi sembra giusto che, in galera debba mantenerli io.



Leave a Comment


Per non farci seppellire dallo spam, digita per favore la parola che trovi nel box.
Anti-Spam Image

Politiche giovanili Solidarietà fake?

-->