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Numero chiuso

Casini dice che va da solo fa campagna elettorale per ora su un solo tema: l’introduzione del numero chiuso nelle università (a quanto ho capito in ogni facoltà). Dice Casini che solo così “si può premiare il merito” . A me, a dire la verità, mi sembra una proposta sconclusionata. Perché non è che trasformando le università in circoli esclusivi di raccomandati che si risolvono i problemi delle baronie, e del merito mortificato. Perchè sicuramente c’è un problema “di classe” oggi negli Atenei, e in gran parte solo figli di laureati possono permettersi di laurearsi. Ma è una questione che riguarda il nostro welfare in generale, un welfare che costruito intorno al familismo, nel quale è la famiglia di origine, e non il merito dell’individuo, a determinare il successo, le possibilità di carriera, del singolo. E poi, studiare deve essere permesso a chiunque, anche a chi decide di prendersi tempo per conseguire la laurea - magari mentre lavora. Anche a chi a scuola era una schiappa, e all’università trova forza e motivazioni per mettersi sotto (e di questo io ne so qualcosa). Che poi va detto certamente che, oggi come oggi, chi cerca lavoro con una laurea è più sfigato di chi ha un titolo di studio più basso. Ma questo problema non si risolve di certo con il numero chiuso.



22 Comments

“[ ... ] è la famiglia di origine, e non il merito dell’individuo, a determinare il successo, le possibilità di carriera, del singolo.”

Avere un familiare (o un amico) nella pubblica amministrazione è utile mica solo per fare carriera, ma anche per accedere ai servizi in tempi più ragionevoli (io direi “umani”) e saltare le file, talvolta per “taroccare” le carte …
Quella proposta da Casini è una porcata inaccettabile - come giustamente hai scritto - però mi piacerebbe leggere qualche seria proposta della sinistra per una riforma radicale di questo stato (a)sociale inaccettabile, cresciuto a dismisura senza logica nè intelligenza per dispensare stipendi ai bisognosi e non per produrre servizi ai cittadini.

Temo che il mio desiderio resterà inappagato : ogni partito politico ha avuto la sua fetta, impossibile che vi rinuncino … affonderanno insieme alla “nave”.

Buona giornata di lavoro, Mello.



Chiedo a coloro che vivono o hanno vissuto nell’università come lavoratori o studenti : c’è un numero-limite di anni entro il quale laurearsi ?
O esiste ancòra lo “svacco” senza misura dei fuori-corso ?
E i lettori di Mello che ne pensano ?



ma scusa, perchè dovrebbe esserci un limite. l’università è per tutti. anche per cultura personale volendo



@mello
Ti sbagli … dovresti veder quel che è successo con scienze della comunicazione a roma.

L’università è per tutti è vero, ma la metodologia di entrata deve essere a numero chiuso, altrimenti è davvero il caos e anche le persone brave non riescono ad imparare nulla.

:-)



Ti dirò, dopo che sono entrato io hanno introdotto il numero chiuso nella mia facoltà (Ingegneria edile-architettura): le aule non erano più stracolme, non ci si doveva alzare alle 5 del mattino per prendere posto in terza fila, i professori “conoscevano” gli studenti, i test in itinere e gli esami finali più abbordabili. Non è il numero chiuso in sè il problema, ma come viene applicato, eluso o interpretato per gli amici. Ha senso non prevedere una graduatoria globale a livello nazionale? Ha senso non permettere di effettuare i test in facoltà “gemelle” (Ingegneria edile - architettura)? Ha senso il blocco successivo alle SIS non parametrizzato al numero di laureati presenti?

Non è la meritocrazia che dovrebbe spaventarci, quanto i criteri con cui questo merito viene valutato. Splendido blog.

Nicola



nicola molte sagge le tue parole. e dico che per certe facoltà va benissimo il numero chiuso per esigenze pratica e organizzative (laboratori, struttere, ecc). a me non piace però il principio che diventa generale generalizzato. e poi, facciamo finta che oggi si mette il numero chiuso in Italia. abbiamo risolto il problema di meritocrazia? temo proprio di no, anzi



@ Mello #3 : mica intendevo un limite anagrafico (che il nuovo iscritto ne abbia 19 oppure 89 di anni d’età, non mi frega) ma un limite di tempo nel quale conseguire la laurea nella facoltà che si frequenta.
Accelerare l’avvicendamento degli studenti riducendo il periodo di frequentazione (ed evitando i “parcheggi” dei fancazzisti conclamati) sarebbe un metodo buono per ridurre il numero degli stessi ed evitare il collasso delle strutture (v. commenti #4 e #5).
Con evidenti benefici per quelli che c’hanno voglia di sgobbare (poi, è già difficile trovare un impiego adeguato per un secchione, figuriamoci per un neo-laureato ultra-trentenne) … ma non m’hai risposto : qual’è il limite attuale (anagrafico o di “anzianità”) ?

Grazie.



Io penso che il numero chiuso a prescindere sia una sciocchezza. Però sono dell’idea che le tasse universitarie italiane siano troppo basse. A me piacerebbe che le università italiane costassero più o meno come quelle americane e che ci fosse un sistema che permettesse a chi è bravo e a chi ha voglia di usufruire di borse di studio o di un sistema di loan (come nelle università del nord europa) in grado di portare chi veramente merita alla laurea.



@Mello: capisco e condivido la tua posizione, numero chiuso non implica certo meritocrazia, verissimo. Numero chiuso è uno slogan facile per parlarne: è un messaggio mediaticamente semplice da trasmettere (la stessa differenza che passava tra gli slogan ‘aboliamo l’ICI’ e ‘ridurre il cuneo fiscale’). Però è bene parlarne, io non penso che il numero chiuso (se correttamente applicato) sia un problema, il vero problema è dare a tutti una opportunità di dimostrare cosa si è.



L’assunto di base quale e’?
Ovvero, se l’universita’ e’ un luogo di formazione superiore, in cui approfondire specifiche tematiche, magari per alimentare “autonomamente” (tra virgolette per non cadere nel rischio di autoreferenzialita’, o della torre d’avorio) il dibattito culturale o anche solo per far crescere idee/conoscenze/saperi/sensibilita’ individuali, allora il merito serve eventualmente solo per selezionare le migliori di queste idee/conoscenze/saperi/sensibilita’ individuali e promuoverle a oggetto di studio a loro volta.
Se l’universita’ deve formare i futuri lavoratori iper qualificati, allora numero chiusissimo, merito sin dal voto di maturita’ e nessuna possibilita’ di parcheggio.
Al solito, la realta’ e’ una via di mezzo (e in Italia in particolare), quindi non credo che a priori si possa selezionare un’opzione, senza aver prima chiarito a cosa si vuole arrivare con l’istruzione universitaria.



@ Mario #10 : “Se l’universita’ deve formare i futuri lavoratori iper qualificati, allora numero chiusissimo, merito sin dal voto di maturita’ e nessuna possibilita’ di parcheggio”.

Questa sarebbe la “via giapponese”, ma nei commenti non ho letto proposte concrete per migliorare la situazione attuale, solo il diniego (che “firmo” anch’io) dei propositi casinisti (di Casini Pierferdinando, cioè).
Condivido la tua riflessione : ma dove “si vuole arrivare con l’istruzione universitaria” ?

Che stanchezza, che vecchiaia leggo in questa pagina … siete buoni solo di dire “no”, senza proporre qualcosa di alternativo che sia concreto e non ideale/vago … bah.



mario centra il punto però



Ho perso un anno parcheggiata in una facoltà che non mi interessava a causa del numero chiuso e posso assicurarvi che è mortificante, a 18 anni, non poter “provare” a studiare ciò che desideri…
La selezione dovrebbe avvenire nel corso degli studi, ma il diritto allo studio, che sia “per cultura personale” o per preparazione professionale E’SACROSANTO.



Va bene, siamo tutti contrari al “numero chiuso” … e poi ?



il problema, caro Federico, e’ che oggi la laurea in italia non serve a un cazzo (a parte ingegneria e quelle obbligatorie per l’accesso agli ordini).
E, in secundis, il problema e’ che oggi in Italia nessuno si degna piu’ di fare formazione del personale (o sai tutto e hai 25 anni e parli 8 lingue per 1000euro/mese o vai a casa).



è così infatti filippo :-( per dire sono stato in questi giorni in un focus di crativi. vogliono creare un social netwok locale per i creativi e volevano sapere le “nostre esigenze”. io gliel’ho detto. a promuoverci ci riusciamo benissimo da soli. quello che dovreste fare, piuttosto - era una roba istituzionale - è creare un mercato, MERCATO per la creatività, che è volano di ricchezza negli USA e considerata una cazzata qua da noi (tranne che non se ne occupi toscani). stessa identica cosa potrebbe dirsi della formazione in generale che è come il crimine: non paga!



Io una piccola proposta posso pure farla ma ho paura che poi mi azzannate!!!
1) Numero chiuso per qualsiasi facoltà, con punteggio in più per chi alle superiori ha ottenuto il massimo dei voti.
2) Concorsi vigilati, cioè istituire una commissione di controllo che vigili sull’effettiva legalità dei concorsi
3) Più finanziamenti alle università e contratti a progetto per nuovi docenti della durata di due anni, con successivo contratto per i più meritevoli.
4) Borse di studio che aiutino, veramente, a pagare gli studi chi non può permetterselo. No come quelle che ci sono oggi, che prima devi avere i soldi per pagare le tasse, l’affitto, ecc. e poi loro a poco a poco ti danno una parte dei soldi. Magari alla fine della tua carriera, una specie di buona uscita. (che magari ti servirà per pagare il riscatto dei tuoi preziosi anni di università).
5) Regolamentazione per l’accesso all’insegnamento (da non considerarsi come ultima spiaggia per chi non ha più alternative di vita).

e aperto il dibattito.
Massacratemi.



A proposito Mello, tu che cosa faresti per cambiare l’andazzo delle università?



John io sono uno di quelli che con numero chiuso non sarei mai riuscito a fare l’università (poi alla fine mi sono laureato con 110). per questo il numero chiuso non mi piace, soprattutto visto com’è messa la scuola.
sulle soluzioni, non penso che sia una questione tecnica. vanno imposti due principi: diritto allo studio e valorizzazione del merito. come farlo abbiamo fior fiore di professoroni che potrebbero spremersi le meningi per noi. sulla necessità di imporre questi due principi, invece, mi sa che ci tocca impegnarci tutti



Anche io sono uno di quelli che con il numero chiuso non sarebbe mai riuscito ad entrare. Però penso che se quando era alle superiori avessi percepito una rigidità maggiore da parte della scuola, forse mi sarei diplomato con un voto migliore. e dico forse.
Oggi, (come dici tu) con il frame: tanto i debiti non servono, tanto non bocciano più, tanto la triennale non seve, vado lì e prolungo la mia inutilità, tanto l’università non mi rimanda perchè si mantiene con le nostre tasse e deve promettere un buon insegnamento, ecc; l’istruzione in Italia è in caduta libera.
Sono d’accordo con te che bisogna valutare il merito e il diritoo allo studio, ma c’è bisogno anche di altro, c’è bisogno di guardare in faccia la realtà.
Una valanga di iscrizioni vuoi o non vuoi, abbassa, in conseguenza dei pochi finanziamneti, il valore dell’istruzione.
se noi trasmettiamo che il dirito allo studio significa anche che bisogna meritarsello, il punto di vista cambia.
Spero di essermi spiegato, a volte faccio confusione, perchè scrivo di getto.
Saluti.



Quella del “debito formativo” è stata una stronzata inventata nel 1997 da quel genio di Luigi Berlinguer (governo Prodi I).
Sono sempre di più gli “asini” che non studiano perchè non rischiano d’essere bocciati, e il grafico parla chiaro : la crescita delle insufficienze alle scuole superiori è quasi esponenziale.
E la cattiva legge del Berlinguer minore ha inciso negativamente, eccome … prima di lanciarsi nelle solite accuse (fondate) al sistema poco (o nulla) meritocratico, non bisognerebbe reintrodurre il principio del merito alla scuola dell’obbligo, per abituare i più giovani ?

L’italietta è il paese dei balocchi, valà … il massimo del ridicolo sulla questione lo misero in scena l’anno scorso gli studenti stessi, quando ad una dichiarata intenzione di ritorno al passato, “scioperarono” e andarono in piazza … (bello non fare un cazzo, sì).

E questi dovrebbero diventare la classe dirigente del prossimo futuro ?
I vecchiacci possono dormire sonni tranquilli …



il numero chiuso e una legge contro la liberta e pertantato va abolita favoriscie solo criminalita come abbiavo vito nella cronaca se non paghi non entri favorisce solo i facoltosi provoca descriminazione ed imperdisce la libera concorrenza negli anni 80 vi erano 25% di errori negli ospedali oggi con tutta la tecnologia gli errori sono del 33% (dichiarazioni fatte dal ex ministro sirchia) perche entrano i raccomandato e non le persone con una sana passione per la medicina.l’italia e un paese incivile dove prevale la corruzione e il numero chiuso e uno strumento della corruzione.vi consiglio di parlarne con grillo per raccogliere le firme per abolire la legge non so se avete notato ma la maggior parte delle leggi in italia sono restrittive e complicano la vita al cittadino oltre che ad ogni legge si deve pagare in piu basta gaurdare …per ogni certificato c’e la marca da bollo marca da bollo per fare la domanda e marca da bollo per ritirale il certificato le leggi costrittive dovrebbero essere tute gratis perche deve scadere il passaporto o la carta d’identita od altri documenti per i residenti italiani all’estero il passaporto e gratis lo studio e un diritto costituzionale e deve essere gratis.. svegliatevi



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