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L’aria fresca di Veltroni

Di seguito il mio editoriale uscito venerdì 15/2 con un richiamo in prima pagina, su “Il domani” di Bologna (è un approfondimento di un post qua sotto):

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Il problema della politica italiana è da anni lo stesso dell’Italia: la mancanza di cultura del rischio. Non rischiano gli imprenditori, i giornalisti, non rischiano gli autori televisivi e molti artisti. Negli ultimi quindici anni, non hanno rischiano praticamente mai, gli uomini politici, troppo impegnati a tutelare rispettivi incarichi, simboli, proposte, interessi, per impostare qualsiasi proposta finalizzata al bene comune. La politica italiana degli ultimi quindici anni è stata perciò soprattutto questo: una politica debole, senza bussole e senza mappe, travolta continuamente da umori passeggeri, da emergenze giornalistiche, e mai protagonista e guida del cambiamento.
In America c’è un outsider che rischia di diventare il primo afroamericano candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America. Non è un film di fantascienza, uno scenario futurista e improbabile. È realtà di questi giorni. Ma Barak Obama non ha aspettato che il paese “fosse pronto” per un presidente nero, non si è messo in coda alla fila dei vincitori annunciati per lanciarsi nella sua avventura. Obama aveva una propria lettura degli anni che stiamo attraversando, una lettura audace, e nuova. E con questa sua lettura della società americana, delle sue aspettative e dei suoi desideri, si è poi candidato, rischiando. E raccoglie ora i frutti del suo coraggio.

Ora, in un panorama fermo, immobile, auoreferenziale, com’era il sistema politico italiano solo qualche settimana fa, ci troviamo di colpo di fronte a scenari completamente nuovi. Questa ventata di aria fresca nelle polverose stanche della politica ha un inizio ben preciso: la decisione di Veltroni di portare il PD da solo alle prossime elezioni. Veltroni ha detto parole importanti, parole che grazie al coraggio dimostrato nel rifiutare alleanze forzate, si son caricate di un peso che altrimenti non avrebbero avuto. Veltroni ha parlato senza mezze misure di ricambio generazionale, di novità, di nuove facce e nuove idee. Il segretario del PD ha espresso chiaramente la consapevolezza che il ‘900 sia finito, twenty century is over, bellezza, e dice una cosa forse ancora più importante: la paura del nuovo, unica merce a buon mercato nel supermercato italiano della politica, va rimpiazzata con un anelito di futuro di progresso. Così – chi se lo sarebbe mai immaginato? – con questa nuova autorevolezza, è adesso il centrosinistra a dettare l’agenda politica del paese, ad indicare la strada invece di affannarsi dietro a Berlusconi.

Nonostante questi segnali positiva, molta chiarezza ancora fa fatta. Programmi chiari ancora non se ne sono visti, anche se probabilmente arriveranno a breve. In questo senso, centrale per chi scrive appare un impegno a favore delle nuove generazioni al fine di far uscire gli italiani più giovani dalla situazione di marginalità nella quale sono stati confinati dal familismo italiano. Familismo italiano che non è solo un coacervo di torbidi intrecci e relazioni, di piccole e grandi mafie che annichiliscono merito e talento e che escludono ampie platee di outsider da qualsiasi ruolo di responsabilità. Familismo italiano che è anche un sistema di welfare ormai antidiluviano, troppo rigido per schiere e schiere di precari; un welfare inoltre iniquo, che scarica sulle spalle delle donne molti dei servizi sociali che dovrebbero essere di carattere pubblico.
Le posizioni su questi temi, così come sulle questioni riguardanti la laicità e i diritti individuali, devono essere ancora articolate dal segretario del PD. Così come bisogna ancora capire quali saranno i candidati del listone bloccato col il quale il PD si presenterà agli elettori.
Anche su questo si aspettano segnali di discontinuità ben precisa. Si dice che forse nella squadra di Veltroni sarà arruolato, Tito Boeri, e questa risulterebbe un’ottima notizia per chi ritiene molto più progressista le proposte dell’economista de “Lavoce.info”, rispetto alle tante ricette ormai superate che vengono riproposte da più parti soltanto per una sorta di nostalgia un po’ pigra e ideologica. Si dice che Roberto Saviano, il coraggioso scrittore anti-camorra, non sarà della partita, e questo è di certo un peccato, perché sarebbe stato un perfetto rappresentante di quei giovani autorevoli e coraggiosi della generazione post-muro di Berlino che era praticamente assente nel Parlamento della legislatura appena conclusasi
Ebbene, su tutte queste questioni si attendono segnali precisi e inequivocabili anche da parte degli esponenti locali che devono riuscire a portare sul territorio tutta la novità incarnata da Veltroni.
Perché in molti hanno colto il segnale di coraggio lanciato dal PD e la sua volontà, finalmente, di mettersi in gioco e di rischiare. Ma altrettanti sono coloro che valuteranno con molta attenzione la determinazione con la quale si intende proseguire su questa strada. E sono in troppi quelli non più disposti a venir nuovamente delusi.



7 Comments

Bello, molto divertente questo articolo.



“[ ... ] ci troviamo di colpo di fronte a scenari completamente nuovi.”

L’importante è crederci …
L’unica novità è che Veltroni le ha sparate più alte (e vaghe), s’è berlusconizzato : Mello stesso scrive che poi, di concreto sui problemi reali del paese, non c’è ancòra nemmeno mezza “ricetta” !
Ma Veltroni ci darà il benessere, certo, come non credergli subito, alle prime sillabe pronunciate ?

:-)

Infatti : uno in gamba e davvero coraggioso come Saviano, mica s’è voluto sporcare le mani …



E sono in troppi quelli non più disposti a venir nuovamente delusi e a scendere a compromessi preventivi.



scusa mello ma io di aria fresca non ne respiro neanche se me ne scappo in val d’aosta.
non mi ti ammorbidire dai



non mi ti ammordisco poipi, rifletto ;-)



bello questo articolo mello! me lo salvo, assieme a tutti gli altri che stai mettendo su, cosi poi ne riparliamo il 14 aprile…

bella la favola del “si può fare”, raccontatecela ancora dai, dai.



lorenzo sei sempre il solito. ma se vuoi ti darà spazio qua per spiegare perchè della gente nata negli anni ottanta dovrebbe votare mussi diliberto rizzo pecoraro bertinotti giordano e la loro visione antiduluviana e nostalgica del mondo



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