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Il protocollo sul wefare visto da Bamboccioni

Dopo varie vicissitudini, ce l’abbiamo fatta, eccoci qua, potete scaricare gratuitamente qua il pamphlet “Il Protocollo Sul Welfare visto dai Bamboccioni“, come scrivo all’interno, Bamboccioni incazzati però:

Per Bamboccioni s’intendono cittadini italiani tra i venti e i quaranta anni. Ma attenzione, le pagine che seguono sono scritte unicamente con il punto di vista dei Bamboccioni Incazzati. Se siete dei Bamboccioni del tipo, “io sto bene a casa di mamma”, in queste pagine non vi riconoscerete.

In questi mesi a presentare “L’Italia spiegata a mio nonno“, ho cercato di spendermi a favore delle nuove generazioni italiane e a favore di politiche realmente progressiste e con lo sguardo rivolto al futuro. Ritengo tale battaglia innanzitutto una battaglia di INNOVAZIONE, il primo passo col quale scardinare la vecchiezza di questo paese. Certo, è una battaglia durissima. Perché le responsabilità della situazione attuale ricadono così a destra come anche a sinistra. E perchè il dibattito politico esce molto raramente dalle logica delle appartenenze e della geografia dei rispettivi ombelichi.
E’ una battaglia cmq, che va fatta, e che per quanto mi riguarda continua con questo breve Phamplet che mantiene l’impostazione de “L’Italia spiegata a mio nonno”. In questo PDF di 20 pagine, infatti, vengono rilette in maniera - si spera - comprensibile le misure di in un Protocollo che fa l’esatto contrario di quanto avevamo bisogno, un protocollo che tiene in vita per altri dieci anni tutte le strorture di uno stato sociale vecchio già dieci anni fa. Questo è quanto, ora miei cari tocca a voi: scaricatelo e aiutatemi a diffonderlo.

URGENTE: SOCIAL CORREZIONE REFUSI
Signore e signori, questo pamphlet ha avuto una gestazione concitata e io ho in corso un trasloco. Vi chiedo di segnalarmi i refusi che li correggo. Ottimo!.

PS: Per finire ripubblico un video che ha a che fare con quanto appena detto e che mi è molto caro



20 Comments

caro fede,il mister allegato al mio soprannome (8) sta per allenatore del PratelloFootballClub squadra che probabilmente conosci perchè vi militano o vi hanno militato alcun tuoi amici o conoscenti.Mi sono permesso di aggiungere un link sul blog della squadra per scaricare il tuo pamphlet che reputo molto interesante soprattutto perchè il Pratello F.C. è interamente composto da “bamboccioni” a cui possono interessare le tue idee e intuizioni a proposito del welfare(io ho molto apprezzato).Per correttezza te l’ho segnalato.grazie,ciao



scritto in fretta e pieno di errori….cmq la sostanza si capisce



certo che vi conosco, mister8, mi sa che se mi prendete vengo anche a qualche vostro allenamento (e grazie del link).
@commento2: non so se è sempre mister8, cmq gli errori segnalatemeli che li corrego, dai , famo un po’ di social correzione di bozze



ahahahaha,scusa mello,mi sono accorto adesso,egli errori erano sul mio commento….pardon,potevo stare un attimo piu attento



vieni quando vuoi,ci alleniamo il lunedi e il giovedi alle 21,30 all’antistadio.ciao



W i bamboccioni, degno prodotto di loro genitori che hanno avuto la fortuna di vivere in un mondo fatato e irripetibile.
Ora i bamboccioni presentano il conto e i genitori fanno oh! Non me l’aspetttavo! Che meraviglia!
Ma cosa avevano insegnato questi genitori ai bamboccioni?
Gli avevano insegnato che il diritto ad un bel lavoro ben retribuito a tempo indeterminato, ancor meglio se non si fa un cazzo, gli avvano insegnato i diritti che avevano loro non si sa bene perchè e che adesso non ci sono più in tutto il mondo.
Poi gli avevano insegnato a odiare, a desiderare macchinucce e mestierucci da ostentare.
Poveri bamboccioni che ci hanno creduto e che continuano a fare i confronti con i propri genitori truffatori e truffaldini che se la tirano che anche loro quando erano bamboccioni son partiti dal nulla poi lavorando si sono costruiti tutto quello che hanno.
Bravi.
Ma non ci cascate bamboccioni!
Anche i bamboccioni di ora al loro posto avrebbero fatto uguale, come i genitori di ora si troverebbero messi come i bamboccioni, anzi molto peggio perchè con la loro mentalità rigida e stagnante schiatterebbero molto prima.
Poveri bamboccioni che non possono vivere lo yuppismo degli anni 80 e modesti bum economici, poveri genitori che invece di farsi finalmente i caxxi propri dovranno mantenere tutta la vita i figli di 30 40 anni.
Un sogno che è stato distrutto, ora non si può più sopravvivere a mestierucci a tempo indeterminato in attesa di andare in pensione ben retribuiti per poter fare finalmente quello che ci pare.
Basta.
Gheim over.
Ora ci sono i bamboccioni che (se) vanno a lavorare per pagare le pensioni ai genitori che a loro volta mantengono i loro figli con i soldi della pensione.
Finirà che i bamboccioni erediteranno qualcosa dai genitori, sopravviveranno e non costruiranno nulla… se gli andrà grassa manterranno questo modesto status di sopravvivenza.
Un pò peggio andrà ai figli dei bamboccioni (se li fanno), ma sono sicuro che saranno meglio dei loro padri e delle loro madri, ma soprattutto meglio dei loro nonni



Leggo spesso il tuo blog, a volte lo commento, non sempre il contenuto dei tuoi post mi trova d’accordo.
Anche questa accentuazione troppo forzata, a volte demagogica, sul conflitto generazionale mi ha lasciato spesso perplesso.
Ho trovato però questa tua iniziativa sul protocollo ottima.
Hai fatto un lavoro che mi sembra splendido.
Questa storia del protocollo welfare politicamente mi fa molto male.
Io, da come avrai intuito da quello che ogni tanto scrivo, sono politicamente schierato a sinistra, quella radicale o massimalista come molti la definiscono superficialmente.
Credo che tu sappia quanto il partito in cui milito, Rifondazione, abbia lottato contro questo protocollo proprio per migliorarne alcuni punti e per uscire dalla trappola sindacato-confindustria.
Siamo stati sconfitti da un vecchio rospo con la moglie condannata per bancarotta fraudolenta.
Non credo che le conseguenze di questo si siano viste ancora tutte…



Anche io ,come redhome77, sono altrettanto ferito. Sono schierato a sinistra idealmente, ma sono un fautore del libero pensiero e mi impegno a non impegnarmi con nessun partito.
Nella sostanza, però, sono d’accordo.

Derogando ai miei distinguo ho preso l’unico impegno di inviare in allegato il protocollo dei bamboccioni a tutti i miei contatti delle mie caselle di posta elettronica.
Un saluto a Federico e agli ottimi amici del blog.



ragazzi le vostre parole davvero mi fanno piacere. scrivere ste pagine è stato faticoso, ma credevo ne valesse la pena. èd bello quando si riesce a parlare delle questioni senza schierarsi a priori. per me, la battaglia generazionale è davvero prima di tutto una battaglia di innovazione che una battaglia politica (cmq progressista). grazie quindi per le vostre parole, ma anche per la vostra attenzione



Se può servire a qualcosa, i 40-50 visitatori del mio modesto blog conosceranno il tuo lavoro.
Lo linkerò al più presto…
;-)



alla fine del pamplhet, nella leggenda è segnalato un fondo destinato ai ricercatori che però non appare nel grafico. é una svista o una nota ironica?



no, è un dato di fatto. sono otto milioni di euro che, viste le grandezze degli altri numeri, non si vedono proprio nel grafico



Ciao Mello, complimenti per la nuova fatica. Ancora una volta un agile e utile ausilio per capire chi paga i conti di questo paese dei figli di, e l’urgenza di rimettere in primo piano le esigenze sempre piu’ drammatiche delle nuove generazioni.



ottimo beffa, grazie e diffondere ora ;-)



mello che niente !!!



@ Maso # 6 : “Anche i bamboccioni di ora al loro posto avrebbero fatto uguale”

Ma ha senso scrivere ’ste cose ? Se tutto è accaduto perchè non poteva succedere altrimenti, che senso ha ragionare ? Andiamo a sbadilare della ghiaia, invece di leggere “Generazioneblog” !!
Maso esci dalle tue tautologie, và !

@ Mello : ho postato anch’io sul tuo pamphlet.

@ tutti : (Mello correggimi se scrivo una boiata) segnalate il link del post di Mello sul pamphlet e NON spedite il .pdf direttamente alle vostre mailing-list, chè per il “nostro” è significativo il numero degli scarichi effettuati direttamente da questo sito !



Allora, Mello, letto ti ho letto. E mi sembra un lavoretto utile e certamente non superficiale. Ottimo dunque se lo si diffonde. Tutto sommato, però, se lo scopo ultimo è di “sensibilizzare” le masse (ché tanto i politici e le vecchierie oramai non li si smuove più dalle loro convinzioni e dai loro privilegi), credo che funzionino meglio contributi più agili. Ad esempio, brevi post che citino dati eclatanti e particolarmente significativi (tipo quelli che tu utilizzi parametrandoli agli altri Paesi Ue e alla media Ue25).
Quanto ai refusi… beh, concordo con Maso che sullo Spettro definisce modesto chi se ne occupa troppo. Se posso, comunque, ti invito ad abolire le “d” eufoniche, mantenendole quasi esclusivamente davanti alla stessa vocale (”e” o “a”, a seconda dei casi). Molto meglio “risolti e in Italia” che “risolti ed in Italia”, tanto per fare un esempio solo. Modestissimo rilievo, lo so, ma le “d” eufoniche proprio non le sopporto. :-)
Quanto agli intenti politici e non casuali di Tommaso Padoa-Schioppa (con il trattino) può darsi che tu abbia ragione, ma non son mica sicuro, conoscendo l’omarino, e a dirlo in giro si rischia di fare la figura dei soliti dietrologi.
Saludos



bhè, grazie per la recensione zucca. su come diffondere al meglio, però, penso i post poi svaniscono come lacrime nella pioggia. qualche paginetta, è più ardua da leggere, ma forse risulta più “scripta manent”



..ho postato da me collegamento a questo post segnalatomi da marco Poli (detto il Bufalo).
Mi sembrava utile “diffondere” il verbo…mi sembrava giusto farlo ;)

Un saluto

Irene L.



Ciao Federico, complimenti per il tuo pamphlet. Penso che intercetti un malessere trasversale con toni e contenuti adeguati. Ti ho inviato una mail, spero ti sia utile!



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