Quando parlano di Internet…
Io non è che vorrei sempre parlare male della politica. Che potrei poi sembrare uno di quelli “fa tutto schifo” “rubano tutti” “piove governo ladro“. Oggi per esempio volevo dire bene della campagna “Pane amore e sanità” del ministero della salute. E’ per capirci quella campagna in tutte le stazioni e giornali con una bella modella infermiera che festeggia i 30 del servizio sanitario nazionale. E’ una campagna che propone un’immagine positiva della nostra sanità, una sanità tutto sommato all’avanguardia, e per tutti, nonostante avvengano ancora accadano episodi di malasanità.
Ciò detto però, non si può non parlare male della politica quando questa, che a stento sa usare il cellulare, si mette a parlare, e decidere, su Internet. Le notizie a riguardo, tutte pessime, sono tre.
- La prima è quella del ministro Fioroni. Che fa il duro a scuola, dice che per una materia sola si verrà bocciati (a me la cosa non convince) e che va anche oltre quando parlando delle rete, riesce a definirsi un “giurassico di Internet“. Ora, visto che viviamo nella società della conoscenza plasmata dalla rete, a me questa sua lacuna appare molto grave, quindi troverei più che giusta una bella bocciatura del nostro caro ministro, se questo non si mette sullo schermo a sgobbare e non recupera subito questa materia.
- Poi c’è la storia inquietante di una nuova legislazione sull’editoria che potrebbe prevedere un’idiozia del genere:
“Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione”.
Se passa una cosa del genere io sono pronto ad incatenarmi sotto palazzo Chigi. - E poi, last but not the least, c’è la storia del portale Italia.it di cui avevo già parlato. E’ un portale che avrebbe dovuto promuovere il turismo italiano nel mondo e che già costato 45 MILIONI DI EURO. Con questa montagna di soldi (ma come DIAVOLO è possibile?) sono riusciti a fare un prodotto tanto scadente che nessuno se lo fila. Ora Rutelli dice che se continua così tanto vale chiuderlo, il portale. Strano però che questo non sia decollato, l’imbarazzante annuncio “in inglese” del vicepremier Rutelli faceva proprio venire voglia di metterselo come homepage.
Questo, miei cari, è quanto ci tocca. Credo però, che meriteremmo di più.


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