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Flessibilità Sostenibile

Ormai da giorni su questo blog di discute di precariato. A proposito, tirando le fila, si può dire che le posizioni emerse sono essenzialmente quattro:

  1. Il precariato è una figata UAO (a destra)
  2. Cosa diavolo è il precariato? (governo e sindacati)
  3. Il precariato è una schiavitù e ci facciamo un corteo però nel protocollo sul nuovo welfare ci occupiamo solo di pensioni (a sinistra)
  4. Ci vorrebbe un welfare moderno che coniughi flessibilià e sicurezza (rappresentanza non pervenuta)

Per chi si riconosce nel punto 4 è emersa la questione che è difficile comunicare tale approccio. A proposito si parla spesso di Flexsecurity. Parola difficile, è inglese, dice qualcuno, tanti potrebbero non capire (anche Rutelli, vedi sotto). Anna parla invece di “FLESSIBILITA’ SOSTENIBILE“. Ecco, questa mi piace, ed è italiano. Forse potrebbe funzionare.



19 Comments

Credo che un’ottima soluzione sia il contratto unico, con diritti “crescenti” e flessibili, proposto da Tito Boeri. In più, a questa proposta, si potrebbe affiancare una defiscalizzazione dei contributi pensionistici per chi ha un mutuo o comunque per chi abbia figli per 1, 2 o 3 anni. Penso che una manifestazione più che contro il protocollo, sia utile a favore della proposta di Boeri



Il precariato è una figata UAO (a destra)

Basta questa citazione per rendersi conto che non hai la benché minima idea di che cosa si pensi e di che cosa si discuta “a destra”

Come al solito, ti lasci invornire dai furbetti del tuo quartierino: gli stessi che ora, con un bel provvedimento liberticida, vogliono togliere la possibilità di scrivere nei blog…



per me la soluzione migliore sarebbe quella di costringere le aziende che fanno uso di lavoro flessibile ad inquadrare il lavoratore come per i contratti nazionali di categoria (da rivedere però) e dargli un’indennità del 15% come “rischio flessibilità”.
L’azienda deve dover scegliere tra il comprare un lavoratore per un anno o per 40… nel primo caso verrebbe a costare di più ma si ha flessibilità, mentre nel secondo verrebbe a costare di meno.
in tal caso sia le aziende che i lavoratori possono scegliere tra 2 alternative paragonabili, la cui preferenza è soggettiva… non come ora che le due alternative non sono paragonabili né per l’azienda né per il lavoratore.



O_o il commento #3 era il mio… ma non so perché m’ha segnato qualunquista….



io credo per agire davvero e a lungo termine sul precariato serve una importante riforma della scuola e del’università. la formazione deve durare meno, premiare molto di più il merito ed essere capace di dire alcuni no. non si può dare sempre nuovi opportunità agli studenti: chi non studia deve essere bocciato, un’esame di maturità rigoroso deve servire come test di ingresso per le università e inoltre bisognerebbe mettere rigidi numeri chiusi per le facoltà che garantiscono poca possibilità di lavoro. fatto questo il paese dopo qualche tempo tornerebbe a crescere a livelli più sostenuti, disponendo di una migliore classe politica, imprenditoriale e una cittadinanza più attenta ai problemi reali.
per il momento mi pare interessante la proposta Boeri, anche se devo dire che quello che ha fatto finora il governo non è zero. nel pacchetto ci sono cose buone per i giovani e in particolare mi sembra che la tendenza ad incrementare il costo del lavoro precario vada nella direzione giusta. non è tanto però alcune di queste cose sono più incisive di tante grandi riforma



si uga problema che cercherò ora di risolvere



Tutti col tempo indeterminato, se poi vieni licenziato, Ammortizzatori sociali che ti coprono fino ad una nuova assunzione.
PS: l’hai visto il video? Che te ne pare?



No, no…. basta con sti ammortizzatori sociali che poi si fa la figura di quelli che non han voglia di fare un cazzo.
Contratto a tempo indeterminato x tutti e anche contratti a termine per determinate professioni “stagionali”.
Massim libertà di assumere.
Massima libertà di licenziare.
Concorrenza spietata.
Andate a fare un giro a Londra e vedrete come i datori di lavoro si fanno un culo così perchè i prenditori di lavoro non vadano a lavorare da un altro che gli sgancia più soldi e più soddisfazioni.
L’ammortizzatore sociale primario sono già la mamma, il papà e la nonna che muore e ci lascia una casa.
Basta chiedere assistenzialismi che se no partiamo già sconfitti.

p.s. la flex sechiuriti funziona in danimarca che sono in 4 gatti, qui con quel tumore nazionale chiamato MERIDIONE e con l’onsestà di fondo (sto ironizzando sull’onestà) che contraddistingue il nostro popoplo, se inizia la flex sechiuriti siamo rovinati



Intanto mi fa piacere che il termine coniato ti piaccia, effettivamente si fa ben capire…
Per quanto riguarda le varie opinioni lette nei commenti, mi faceva piacere se andate a leggere quello che pensa Tito Boeri, in particolare del contratto unico; (http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/pagina3.html)
non mi sembra male, anzi… magari se ne parlasse veramente e andrebbero a farsi fottere tutti i vari contratti di collaborazione fasulli!
Anna



interessante il “contratto unico” ma è troppo sbilanciato verso il vecchio sistema iperprotettivo.

per me va smantellato il concetto di intoccabilità del lavoratore. o quantomeno va incentivata la produttività e la qualità del lavoro. L’alternativa tra contratto “safe” indeterminato a reddito mensile 100 e contratto “brave” annuale a reddito mensile 110-120 è un’ottimo incentivo alla produttività ed alla competitività.

se no anche l’alternativa da vero libero mercato del lavoro proposta da Mello va bene… certo, da ex-sinistrone quale mi ritengo, l’idea di libero mercato spinto un pò mi spaventa… ma tutto è meglio del mercato feudale attuale.



Maso d’accordissimo su concorrenza e meritocrazia. Ma tu pensi che in Italia ciò sia possibile? A molti di noi andrebbe benissimo: nella maggiore delle ipotesi prendiamo il posto di qualche statale incapace. Nella migliore concorriamo per quello che veramente ci piace. Ma l’Italia non è un Paese a cultura liberale, quindi…



Q: Maso d’accordissimo su concorrenza e meritocrazia. Ma tu pensi che in Italia ciò sia possibile?

A: No, non credo che in Italia ciò sia possibile



maso basta cmq con le offese al meridione. echechezzo



ma quali offese…Maso ha ragione da vendere…ma ne riparleremo…



Nessun offesa.
Dipingo acquerelli in modo che tutti capiscano l’inattuablità di robe tipo la flexsechiuriti in questo stato alla deriva.
Esprimo un concetto importante del quale nessuno parla più… e poi lo sai che sono spesso in sauzern itali, che ho un tot di amici del sauzern itali e che preferisco il sauzern itali che non fa un cazzz alla luce del sole rispetto al norzern itali che se la tira di fare fare fare e poi son tutti lì a non fare un caz peggio che in sauzern itali.



va bene il merito, ma siete per i numeri chiusi nelle università, per le scuole più dure e corte o siete solo per il merito per gli altri?



Per quanto mi riguarda, sono per il MERITO, sconosciutissimo nel paese scarpa.
Il numero chiuso è un falso problema, uno che fa scienza della comunicazione (x fare un esempio) deve sapere in partenza che, allo stato delle cose se non cambia nulla, sarà un futuro disoccupato.
Quindi, perchè la fa?
Se la fa solo a livello esperienziale che gli piace, okei… però dopo non deve rompere i maroni che non trova (o ancor peggio che non gli trovano) un lavoro.
Certe cose si sanno già.
A questi visionari proporrei una laurea in IDRAULICO, un’altra in ELETTRICISTA, in IMBIANCHINO end so on…



sono completamente d’accordo con te, il numero chiuso vale soprattutto per le università che non possono garantire occupazione per molte persone. d’altra parte credo che l’esame di stato dovrebbe essere il vero test d’ingresso per determinare chi può andare nelle università migliori. certo di fondo c’è una stortura culturale molto condizionata dal tipo di scuola superiore per cui lavori che servono e sono redditizi non vengono svolti perchè considerati poco gratificanti. in tutto il sistema scolastico, c’è un certo scollamento dalla realtà, che forma ragazzi molto ideologici e poco pragmatici



Ah… poi abolirei i concorsi pubblici che non hanno senso.



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