Infedele: la fredda cronaca
Da un Internet Cafè pensieri sparsi sull’ospitata di ieri.
E’ andata bene. Anche se visto il muro della reazione russa ci ho messo un po’ a carburare. Cmq questa la fredda cronaca.
La Rossanda discettava sul bel mondo andato in diretta da Parigi. Le mancava una bella corona con scettro di falce e martello da regina ad honorem del comunismo mediterraneo (non credo però che le sue osservazioni abbiamo aggiunto molto alle riflessioni sulla precarietà).
Rifondazione con baffi e occhiali di ordinanza parlava di precarietà come nuova schiavitù. Peccato però che non si sia posta il problema che, più di un bel corteo, sulla precarietà sarebbe stato utile fare qualcosa in parlamento, e in consiglio dei ministri. La CGIL non ha avuto molto spazio (quindi non esprimo giudizio), mentre Ichino ha parlato molto della Biagi, dicendo giustamente che non è stata solo questa ad introdurre la precarietà (anche se ciò detto non è che il problema è risolto). Dopo, come se gli anni settanta non siano mai passati, è toccato alla Rossanda in diretta da Parigi (Parigi coi suoi caffè sulla Senna, le riviste, , le sigarette, le barricate, le chitarre, i cordoni, i ciclostili, ecc. ecc.) e dopo è stato il turno delle brave ragazze ospiti - tra cui Laura, una ricercatrice di Genova - che hanno fatto presente come oltre a tante belle parole niente si faccia poi di concreto sul lavoro nuovo e precario. Massimo Gaggi ha fatto un’utile osservazione, dicendo degli USA e di come là si coniughi “flessibilità” con dinamismo e mobilità sociale. Ha parlato però solo una volta, che c’era la Rossanda in diretta da Parigi.
Io ho fatto un primo tentativo, cercando di dire come la nostra spesa sociale sia sbilanciata rispetto al resto dell’Europa per quanto riguarda pensioni e sanità e come niente si spenda per le nuove generazioni. Apriti cielo! Bestemmia! Marx si sta rivoltando nella tomba in diretta da Parigi: non è vero, la nostra spesa per la sanità è uguale al resto d’Europa. Ma io non ho detto questo… Posso concludere… Aspetta parla qualcuno in diretta da qualche posto. Ok, mi dico, probabilmente non sono stato molto efficace, con quest’aria che tira devo affinare il tiro. Dopo un’ora trovo un piccolo spiraglio. E lo dico: MA IN ITALIA CHI LI RAPPRESENTA I PRECARI? Hanno fatto un protocollo sul welfare con confindustria, il governo, e i sindacati del tempoindeterminato/pensioneretributiva. E noi? Possibile che nessuna forza politica rappresenti questi cittadini? La domanda passa, almeno, piace a Gad. Ma ora tocca alla Rossanda in diretta da Parigi che deve riassumerci per bene come va il mondo oggi come ieri come sempre nei secoli dei secoli amen.
Poi la trasmissione finisce. Mangio una pizzetta. Mi dico, ok, non è andata male ma devo capire meglio come vanno questi tempi della TV. Intanto andando in abergo ho il piacere di fare quattro chiachere con Massimo Gaggi che mi dice di un libro di cui presto vi parlerò. Poi vado a dormine. A metà della notte mi sveglio di soprassalto, tutto sudato: è la Rossanda in diretta da Parigi. Paura! Bevo un po’ d’acqua, mi riprendo, per fortuna, era solo un sogno (o un incubo?).

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