Exit, ottimo!

Exit La7, Federico Mello - MIchel Martone

Praticamente quando mi avevano inviato ad “Exit” mi avevano chiesto se poteva venire con me qualcuno che conoscevo. Volevano un pubblico di giovani e precari. A dire la verità a me la cosa non convinceva molto. Sapete come vanno queste cose. Spesso i media, e la TV in particolare, parlano di giovani e di precari come farebbero con qualche animale raro, qualche NON MEGLIO IDENTIFICATO VOLANTE OGGETTO, che esiste forse, ma forse ma forse no, un po’ come Atlantide, o il mostro di Lochness. Cionostante chiamo Margherita, la mia fida amica che mi ha assistito lungo tutta la redazione del libro. Marghe tra un lavoro in una libreria di un centro di Roma, collaborazioni varie con case editrici piccole e grandi, lavori più o meno assurdi di editing, riesce piuttosto incazzosamente a sopravvivere. Lei ci sta a vanire in trasmissione. E convince a venire anche Valeria, che praticamente è una Craig Mello in nuce, una genetista di anni 29 from Bari che ricerca e pubblica, ma che per 800 euro al mese da ricercatrice deve stare dietro pure al sito di un master che segue da tutor e con il quale riesce ad arrotondare qualcosa. Come dire essere obbligati ad usare male il proprio tempo (e poi ce la menano con la ricerca).
Quindi lunedì sera a Roma. Arriviamo in uno studio molto bello stile Mtv. Sono tra il pubblico, insieme a Marghe, Valeria, e della gente della più varia anzichenò. Capisco subito che quelli in redazione hanno fatto un ottimo lavoro. Tra il pubblico mi sento a casa. C’è gente di vario tipo, tutti incazzati, non ideologici. Praticamente persone normali, cittadini giovani che dalla politica sono scarsamente rappresentati. Prima di cominciare si attende e si chiacchiera tra noi. I problemi che escono fuori sono simili e li conosciamo tutti. Ci sono quelli senza contratto. Quelli con contratto che vivono in una casa di 18 metri quadri. I ricercatori. Tra il pubblico, defilati, anche quegli anzianotti che per ammazzare la noia fanno il pubblico di professione. Stanno in disparte però loro. Non prendono parte alle nostre chicchere, a quello che ci diciamo tutti. Ovvero che questo protocollo è un bidone. Che di noi nel protocollo non c’è traccia. Che i giovani non contano niente. <ma che giovani e giovani, io ho 36 anni> dice una vicina a me. Ha ragione.

Parte poi la trasmissione. La prima parte è su Pompei. Una bella inchiesta. Molto chiara. Si dice che se sfruttata bene Pompei potrebbe essere una miniera d’oro. Ma in realtà tutto funziona male, il sistema turistico si perde tra guide non autorizzate, custodi che ti scuciono 50 euro in nero per farti fare un giro nei siti in restauro, hotel che non ci sono, zero rispetto per le regole, per i turisti e per la storia di quei posti. In studio ne discutono tre ospiti. Un sottosegretario alla cultura. L’assessore del turismo della regione campana. E vittorio sgarbi. Che si dimostra essere quello che è. Un cialtrone. Arriva col telefono e quando non sta a parlarci dentro gesticolando, è là che senza pudore si legge un bignamino del Mulino di 50 pagine intitolato, guarda un po’, “Pompei”. Lo legge mentre va il servizio. Non riesce però a finirlo. E quando gli chiedono dello scempio visto nel servizio dice cose senza senso, parla di prostitute, dice che lui avrebbe voluto parlare dei preti gay. Sgarbi. L’intellettuale. Ma favv… Dopo di lui parlano assessore e sottosegretario. Sembrano due che passavano di là per caso e, dopo una lunga camminata, si sono seduti un attimo a riposarsi, a prendere fiato. La loro morale della favola è che “le cose vanno così” e niente si può fare e “cmq non è colpa loro” ma “dinonsisabenechi”. Allora ad Ilaria D’Amico, la conduttrice, tocca dire quanto questi non hanno detto. Che è uno scandalo. Che il problema là si chiama CA-MOR-RA. Che queste situazioni sono insopportabili in un paese civile e che toccherebbe a chi fa politica assumersi delle responsabilità. Quelli fanno finta di non capire. Si va alla seconda parte. Sgarbi va via. Non sentiremo la sua mancanza.

Entrano in studio tra immaginari sbandieratori e squilli di trombe, Bonanni e Angeletti (segretari di Cisl e Uil). Sornioni, ridono, si danno di gomito. Ci diamo di gomito anche noi nel pubblico, ci chiediamo cosa abbiamo da ridere. Come capita spesso i due capoccia del sindacato hanno preso sotto gamba la trasmissione. <<Andiamo, diciamo le solite due cagate e ce n’andiamo>> così si saranno accordati. Invece no. Non va così. Perché la nostra Ilaria è sveglia, e brava, e ha messo su una signora trasmissione. Non solo per gli altri ospiti (Maroni, Polito, De Palma - ex capoccia dei giovani comunisti- e Michel Martone) ma soprattutto sull’impostazione di fondo. Che non è la solita “prego sindacati fate il vostro spot”. Ma è piuttosto “siete sicuri sindacati che non difendete solo una parte di lavoratori, i vostri iscritti”? E così Ilaria da spazio a dei servizi che bene raffigurano i “due” mercati del lavoro italiani. Quello per chi è contrattoindeterminato/pensioneretributiva e tutti gli altri. E da spazio a me, che dico quanto dico sempre, forse un po’ più scaldato del solito perché sapevo di avere solo un oneshot e che dovevo colpire nel segno. Da spazio, la brava Ilaria, anche a Michel Martone, che praticamente è una sorta di Panda, uno dei 9 NOVE (su 19′000) ordinari italiani sotto i 35 anni. E si vede, che Martone è giovane, e preparato (il suo intervento è subito dopo il mio). Poi i due sindacalisti cercano di risponderci. Ma non hanno argomenti. Dicono che non bisogna essere contro la legge trenta. Nessuno di noi ha parlato di legge trenta. Ma a loro non interessa. Cambiano discorso. Sembrano presi in castagna con le mani nella marmellata. Alla fine, per noi è una soddisfazione. Anche se troppo presto la trasmissione finisce. Vado da Martone e gli do il mio libro. Arriva da me Maroni, che ci eravamo conosciuti al telefono su RADIO UNO. In tempi non sospetti avevo scritto che lo considero uno dei migliori del centro destra. Mi da la mano e mi dice che non condivide il mio libro ma che gli è piaciuto molto. La cosa mi gratifica e lo considero un bel gesto da parte sua. Poi vado da Ilaria. Le dico complimenti, sei stata coraggiosa, e brava. C’era bisogno di qualcuno che cominciasse a fare informazione con una prospettiva nuova. Lei fa i complimenti a me. Dice che sta leggendo il mio libro. La ringrazio. Riprendo Margherita e Valeria e ce andiamo a mangiare una pizza da baffetto. In macchina siamo molto contenti. Non è che cantiamo, no. Ma ci sembra che, in piccolo, stasera, un po’ abbiamo vinto noi.



29 Comments

Maroni è un grande… come te del resto



Sei diventato amico di Michel?
Aeiouy



gli ho dato il mio libro



…famiglia jefferson…
e vicini ne danno atto…qui a lecce si fa un pò la fame…ieri 789 euro di gas, oggi paghi la ragazza perchè in nero non si può più,conguaglio dell’acqua, luce in mano a rappresentati di poco spessore che ti convincono a fare scelte confuse,domani l’affitto…cariglia grande in Cina, l’assicurazione dalla macchina, la benzina alle stelle, le bombe che potrebbero salvare la vita svanite nel nulla o a prezzi rari…senegalesi impoveriti come mai che vogliono partire al nord.. cinesi ovunque….a prezzi stracciati…
laviamo i panni sporchi di una democrazia ormai alle strette, impoverita, lunatica…
Hanno rotto il cazzo….io non gli dò più una lira…a questi farabutti…
Pipp8 cariglia



un momento… maroni è un grande? Mi spiace ma mi vien da vomitare. Il padre della legge 30, il mandante dell’omicidio Biagi, l’uomo che durante la crisi alitalia si preoccupò di reintrodurre le noccioline a bordo degli aerei, l’uomo che brucia il tricolore con borghezio e calderoli, l’uomo che da democrazia proletaria dopo 20 anni è diventato leghista, da comunista a secessionista, il CONDANNATO IN VIA DEFINITIVA maroni.

per il resto, bellissimo intervento Mello!!



come sono dal vivo le tette della d’amico?



dai lorenzo, uno come te… respect!



il mandante dell’omicidio Biagi

Ugasoft, sei in stato da stupefazione o sei cosi’ al naturale? In questo secondo caso, ti consiglierei di farti vedere (”da uno buono”, come si dice a Bologna)

Mello, non voglio rovinarti la festa (prometto che guardero’ anche la registrazione, quando mi trovero’ su un pc con una linea a banda adeguata), ma ti segnalo un’analisi che merita di essere letta:

Di chi e’ la maggioranza nel PD

…e buonanotte al nuovo



No, no, amico da pizzata, intendo… Hai ragione, è proprio un tipo da DF!
Aeiouy



Bravo applausi a te e.. alla D’Amico! ;)



vai mello, torna vincitore là dove il figlio di moggi ha fallito!



Mello ho una notizia tragica da darti.
Ieri parlavo con una donna molto dentro a robe politiche che nemmeno ci immaginiamo.
Questa donna mi ha detot che a Bologna le persone che hanno più di 50 anni sono il 45-47%.Siamo fottuti



@ugasoft

Cazzata del mandante dell’omicidio Biagi a parte, lo vedi che Maroni è un grande.
Ah… la prox settimana siamo a cena io, Maroni e Mello.



grazie, grazie



…sistema ammalato di egoismo generazionale (M. Martone). Ha ragione Paccosi. Finchè ce ne stiamo a casa davanti al PC, veniamo considerati innocui. Le grandi rivoluzioni si ottengono con…



Sei stato, semplicemente, Ottimo! ;)



Le grandi rivoluzioni si ottengono con…

Con che cosa?

Walter Chooser, hai deliberatamente lasciato la frase a mezzo…



un bagno di sangue



oh, però calmi qua :-)



e bravo fede! bellissimo post



a parte che non ti sei riportato indietro il prof di cui mi sono perdutamente innamorata…;-) che dire…COMPLIMENTI! sei il nostro fiore all’occhiello, tra tutti l’unico per quanto mi riguarda.



che dovevo fare smell? portartelo a bo? :-)



Sì che lo dovevi portare qua! Tirandolo per i ricci e il bavero della giacca!
Aeiouy



e di chi è figlio martone? ma per favore!



in quanto futura canditata al nobel prize (grazie ovviamente alla buona parola che saprai mettere con tuo zio craig) mi dico onorata di aver assistito a cotanto impeto comunicativ-televisivo (ho riconosciuto il mio riccio crespo oltre le tue manone che si agitavano ;)
inboccallupo per stasera!
falli neri!!!
(non è un’esortazione al sesso esotico)
ciao ciao



E soprattutto parla come federico moccia ragazze…si vede che con quella voce vorreste sentirvi dire ” DF io evvoi…tremmetri sopral cèlo”…
però sembra un bravo ragazzo.



e bravo Federico!
sul piano puramente comunicativo, hai cominciato ad andar forte quando ti sei scaldato. All’inizio eri troppo cauto (troppe espressioni vaghe tipo “in qualce maniera”), ma è perfettamente comprensibile l’emozione. Poi il leccese incazzato è venuto fuori e funzionava. Sui contenuti non commento, perchè l’accordo è totale. Vai avanti così!
Niente male anche il professorino.



Va bene così



mi dispiace non aver visto il programma..non ti conosco mello ma mi sembri uno a posto.in quanto a martone..è mio docente di diritto del lavoro ed è l’unico ke mi ha fatto pensare ke vale la pena andare a lezione..è coinvolgente,magnetico,preparato,adopera un linguaggio scorrevole e immediato,stimola la riflessione su qualsiasi tema affronti..insomma è unico..fidatevi!!!



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