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La nuova “Repubblica”

La Repubblica” cambia. Avevano promesso un nuovo inserto, in realtà è stata rimessa mano a tutto il giornale. Dopo la nuova versione del TG1 in ondamellorep.jpg dallo scorso lunedì (qua a proposito la recensione esaustiva di Daveblog), dopo L’Espresso (il miglior settimanale italiano secondo me, e non a caso diretto da una donna) che ha rinnovato il suo formato, anche il quotidiano romano prova ad ammodernare il suo format, seguendo quella che Ezio Mauro, il direttore di Repubblica, definisce “la spinta italiana al cambiamento” della quale ormai, oggettivamente, tutti ne avvertiamo la sempre maggiore forza e necessità.
Ora vi dico come ho trovato io il nuovo giornale. Prima di tutto, però, una premessa. “Bravi cmq”, voglio dire a quelli del giornale. È importante oggi mettere in campo - culturalmente prima che politicamente - nuovi strumenti per guardare alla realtà quotidiana in cambiamento tumultuoso.
Ciò detto vi dico come ho trovato la nuova “Repubblica”.

Novità Tecniche

La scelta evidente è quella di favorire la massima chiarezza possibile a chi legge. Oggi, bombardati da web, tv, telefonini, conversazioni e social network, la risorsa più scarsa che ognuno di noi (non) ha, è il tempo, e quella ancora più scarsa è l’attenzione. “La Repubblica” risponde a queste nostra necessità di lettori, prima di tutto diminuendo di molto la grassettidudine di tutti i titoli degli articoli. La dimensione dei caratteri rimane la stessa, ma la grassezza di questi diminuisce di molto (tanto che nel titolo di apertura, si guadagnano ben 4 lettere, mica poco per un titolo).
Altra scelta che va in questa direzione è quella di spostare i sommari (piccoli riassunti di tre/quattro righe), che dalla parte alta della pagina vengono spostati in mezzo ad ogni articolo. Contestualmente vengono eliminati molti occhielli (il titolo piccolo sopra quello principale) decisione che “pulisce” la pagina ma secondo me fa perdere qualcosa in velocità di comprensione. Rimangono al loro posto invece i catenacci (i titoli piccoli sotto i titoli principali).
Ultima questione tecnica quella dei Box (tipo l’amaca di Serra per capirci), minirubriche sulle quali soprattutto si cazzeggia ma che piacciono molto (anche a me). Ebbene, in tutti i Box viene aumentata l’interlinea (lo spazio tra le righe), scelta azzeccata perché così viene facilitata di molto la lettura e in più si aumenta la dimensione (e quindi la visibilità) dei box stessi.
Va forse infine sottolineato come la grafica delle pagine locali sia rimasta identica a prima. Questo aiuta sicuramente a far sembrare ancora più nuove le pagine nazionali ma, in ultima analisi, rischia di far apparire tutto il nuovo lavoro parzialmente incompiuto.

Le sezioni

Sulle sezioni nuove devo dire che ho grosse perplessità. Di fatto le novità sono due. Un sezione centrale molto grande – quasi un inserto - che si chiama R2 e che, come spiega Luca Sofri, si ispira a G2, una simile sezione del Guardian (che è il corrispettivo de “la Repubblica” in Inghilterra).
Devo dire che queste sezione non mi piace per niente, sembra la riproposizione in salsa quotidiana del quasi-inserto di approfondimento che “La Repubblica” pubblica la domenica (e del quale raramente mi capita di leggere qualcosa). E se ha forse un senso pubblicare vari e lunghi approfondimenti la domenica, quando tutti abbiamo più tempo, riproporre un inserto simile ogni giorno, rischia di appesantire il giornale, e di pretendere troppa di quella nostra scarsissima attenzione sopracitata.
Oltre a G2, altra novità è un’intera pagina dedicata alle “idee” che, come scrive sempre Ezio Mauro: “presenta ogni giorno un documento inedito di qualche testimone del nostro tempo”. L’idea sembra buona, anche se non si è certo partiti col piede giusto. Oggi, infatti, sulla questa pagina ospita ampi stralci di un discorso di Sarkozy agli architetti. A parte il topic, che potrebbe anche essere interessante, il problema è però – non mi capacito di come non capiscano questa banalità – che un discorso orale trasposto su carta non funziona praticamente mai. La Repubblica però lo propone spesso - forse perché si spende meno. Spero che non sia questa “la regola” della nuova interessante pagina che finirebbe così per risultare annaquata, e di molto.

I Contenuti

Più che lodevole l’approccio generale di Mauro, soprattutto sulla politica. Scrive il direttore che “la politica dovrà guadagnarsi il suo spazio nella nuova sezione, con questo semplice criterio: no alla politica che parla di sé stessa, sì alla politica che parla alle persone e al mondo”. Intento molto condivisibile e che oggi è stato rispettato. Ciò detto va detto anche sui contenuti che, pur nella nuova versione, al giornale mancano per ora idee e forze fresche, mancano insomma nuove firme. Se a scrivere su un giornale rinnovato sono sempre gli stessi, si corre il rischio che il prodotto finale risulti quello di sempre, seppur agghindato con un vestito nuovo. Io ritengo che il punto debole de “La Repubblica” risieda proprio nelle sue firme (escludo Mauro, Diamanti, Berselli e Merlo) che risultano sempre vecchie, pessimiste, indignate, con la testa rivolta perennemente all’indietro. Inoltre gli editorialisti sono praticamente tutti giornalisti, di fatto nessuna voce della società civile, tutti là a scriversi addosso e a martoriarci con delle pappardelle lunghissime. Proprio per questo, con il nuovo restlyng una bella ventata d’aria fresca sarebbe stata molto positiva.
Infine, sempre sui contenuti, aggiungo un’ultima nota e poi chiudo.
C’è un grande ingombrante assente tra le pagine della nuova “Repubblica”. È Internet e la tecnologia. Nel nuovo inserto quotidiano non c’è manco un trafiletto che si occupa di questo e la voce dei blog risulta di fatto inesistente. Sarebbe stato molto invece molto utile avere, affianco a quelle delle idee, un’altra pagina con ogni giorno un pezzo (anche un pezzettino) di un blogger. Sarebbe risultato importante uno spazio così, con pezzi scritti dai blogger appositamente per la pubblicazione sul giornale, e si sarebbe così creata un’occasione unica per dare spazio a nuove voci e a nuovi dibattiti.

TIRIAMO LE FILA

Questo è quanto ho visto oggi. Certo, per ora si è solo cominciato, e questo mio giudizio che tende verso il grigio magari verrà smentito in futuro da ulteriori miglioramenti. Intanto, se qualcuno di Repubblica passa da queste parti, un regalino per questa mia consulenza comunicativa potrebbe anche farmela. I volumi dell’enciclopedia della letteratura italiana, in questo periodo in allegato col giornale, andrebbero benissimo. Grazie.



7 Comments

beh io tanto ho già cambiato giornale da tempo, quindi mi perdonerai se non mi sono soffermata a leggere interamente il tuo lunghissimo e dettagliato post.



questa me la paghi smell (scherzo naturalmente)



A me e’ sembrato, titoli a parte, di notare un lieve allargamento dei caratteri (oltre all’interlinea dei box potrebbero anche aver messo mano alla spaziatura o a qualche decimo di punto di carattere nel testo normale).

Forse per far leggere meglio gli umarells?
Con l’invecchiamento della popolazione cui accenna un libro di prossima uscita…



dal basso del mio pessimismo cosmico, tiro una cartonata di merda: “è la solita minestrina riscaldata”. Si fa finta di cambiare, per dar l’apparenza di un cambiamento per poter non cambiare un cazzo.

Cambia il “look”, l’apparenza, l’estetica… ma:
1) è sempre la solita gerontocrazia ad avere voce sui vecchi media
2) i vecchi media sono autoreferenziati e (forse per istinto di sovravvivenza) tendono a far finta di non considerare la rete, i blog, le nuove tecnologie.

voto PESSIMO



Vorrei sottolineare come uno spazio al web sia stato riservato, con la presenza di link di approfondimento in testa a quasi ogni pagina. quindi è falsissimo dire che col restyling non si sia considerato il web!!



con tutto il rispetto nicola, non so quanta dimestichezza hai con internet, credo poca. i link li ho taciuti apposta perchè mi sembrano imbarazzanti. sono metà in inglese, quasi metà verso il gruppo l’espresso e il resto didascalici. certo, ora si può dire che ci sono i link. ma un lettore che naviga di quei link non se ne fa nulla



Un post lunghissimo e supponente scritto da un rappresentante della “generazione blog” che chiaramente i giornali li sfoglia senza leggerli (e capirai, con tutte le cose che deve fare…) a parte, of course, gli inserti tipo il venerdì (e anche lì meglio i pezzi con molte foto e poco testo). Caro mello devi capire che c’è gente che gli articoli di approfondimento lunghi e noiosi li legge ancora. E che non si spaventa di fronte ad una pagina scritta. Probabilmente siamo di un’altra generazione (anche se anagraficamente più giovani e magri di te). Ricordati che il tempo passa e cerca di cogliere l’attimo prima che arrivi qualcuno più giovane a soffiarti il ruolo di rappresentante generazionale e “tecnologico” (quindi avanti con la webtv!!!).



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