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La vera storia de “L’Italia spiegata a mio nonno”

 Questo post, di fine giugno, è una sorta di breve storia de “L’Italia spiegata a mio nonno”, il mio saggio-rap, che uscirà a settembre per Mondadori Strade Blù.

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Due giorni interi senza blog non mi succedeva da un sacco di tempo.
Eccoci qua cmq, in giro per l’Italia a chiudere la versione 2.0 del libro.
E per tutto ciò - ve lo dovevo- ecco a voi “la vera storia de L’Italia spiegata a mio nonno”.
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L’idea di scrivere il libro mi viene a novembre, in un dibattito a Bologna dove erano presenti , tra gli altri, Antonio e Alberto di Generazione 1′ooo euro. I ragazzi parlarono della loro esperienza: avevano scritto un libro, un romanzo, intitolato appunto “Generazione 1ooo euro”, l’avevano pubblicato sul web e dopo 2o’ooo download erano stati notati da Rizzoli che alla fine lo aveva pubblicato.

In quel periodo io lavoravo in un ufficio pubblico con un contratto a termine, l’incazzatura generazionale la covavo da tempo sul blog, ed il lavoro risultava ormai insopportabile, fonte solo di frustrazione e di disagio. Ascoltando i ragazzi ebbi una sorta di illuminazione: potevo trasformare tutte le idee che mi giravano per la testa in qualcosa di compiuto e pubblicare poi il tutto sul questo blog e sullo spettro. All’inizio l’idea era quella di fare “L’Italia e la rete spiegata a mio nonno”, volevo insomma coniugare gli argomenti che sarebbero finiti nel libro (un rap/pop su precarietà, pensioni, welfare e gerontocrazia) con la storia del web e della rete dagli anni sessanta ad oggi. Mi accorsi poi quasi subito che le due cose non si conciliavano molto, mentre “L’Italia spiegata a mio nonno” era un dodecasillbo e suonava troppo bene. Quindi solo “L’Italia”, senza rete, con la storia di Internet rimandata alla prossima puntata ;-) .

Iniziai a studiare e buttare giù una scaletta e, visto che questo nuovo progetto mi diede una forza interiore incredibile, decisi di licenziarmi dal lavoro. Il mio progetto di vita divenne quello di scrivere, fare l’ultimo mese in ufficio, pubblicare tutto sul web e poi partire per Londra e vedere se là riuscivo a trovare un lavoro. Come si dice in questi casi, mi dicevo che se le cose andavano male, io che per per anni avevo fatto il barista, sarei almeno rimasto a Londra a fare caffè e a rafforzare il mio inglese. Il libro speravo che sarebbe diventato un piccolo caso sul web, ma non avevo aspettative di pubblicazione od altro. Chiesi ad Antonio e Alberto di scrivermi l’introduzione e loro accettarono di buon grado. Poi chiesi anche a Enrico Brizzi, conosciuto sullo Spettro e ai tempi del Body Crashing, se gli andava di scrivermi due parole di presentazione. Anche lui mi diede la sua disponibilità, riempiendomi di complimenti, e di questo gli sono grato.

Finii di lavorare in Regione il 26 gennaio, ma riuscì a pubblicare il tutto solo un mese dopo, a fine febbraio, dopo un lavoro di editing fatto con Margherita Biachini (lavoro credo fondamentale per dare un aspetto professional al tutto). Mettemmo ( con Giulia la mia coinquilina e Margherita ) su un piccolo ufficio stampa e stemmo là ad a vedere che succedeva. Pubblichiamo il tutto lunedì 26 febbraio alle 15:00 e subito iniziarono i download a ritmo sostenuto. Io ero molto contento, la cosa era in porto e subito iniziai a ricevere telefonate mail e sms di congratulazioni.

Com’è, come non è, quello stesso pomeriggio, dopo mezz’ora, mi fanno notare che nella prima frase del primo capitolo c’è un refuso, “porca puttana -mi dico- dopo tutto il lavoro fatto!” Ma l’impaginazione è ormai quella, non ci posso più rimettere mano. Quel pomeriggio stesso, qualcuno mi manda una mail di complimenti: ha visto, scaricato, letto e gradito molto. Io rimango basito: non sono passate manco tre ore. Vado al bar a fare un brindisi con gli amici. Una stanza ancora mi aspetta a Londra.

La mattina dopo sono ad un incontro di ambientalisti, e mi chiama Margherita, che sta dietro alla mail ed ai comunicati mandati in giro. Dice: “Mello, ci hanno scritto dalla Mondadori!!!! Gli è piaciuto il libro!! Ti vogliono incontrare!!”. Io prima non ci credo, poi una gioia folle e fanciullesca mi prende tutto: non sono passate neanche 24 ore dalla pubblicazione online, con le lacrime agli occhi telefono a tutti quelli che avevo ammorbato per mesi con il mio progetto. E’ una festa incredibile.
Le cose poi si susseguono veloci. Alla Mondadori Francesco ed Edoardo mi dicono, “noi lo vorremmo pubblicare? che ne pensi?”. E che devo pensare? sono onorato. La collana è quella di Saviano e Calabresi, mica pizza e fichi. Mi danno la possibilità di approfondire, di lavorarci ancora, la consegna sarà il 22 giugno.
Questi mesi sono una sorta di limbo. Vari giornali si interessano alla cosa, ricevo inviti in giro e un mucchio di complimenti. Decidiamo di togliere dal web la versione online, la versione a stampa sarà 2.0 più ampia, più completa, ho la possibilità di approfondire quanto, pensando di dover partire, non avevo potuto fare. Arriviamo quindi ad oggi, con venerdì che consegnerò il malloppo, e con questa settimana a dare l’ultima lettura. Qualcuno (pochissimi a dire la verità) mi ha mosso qualche critica per il fatto che esca con Mondadori. Non ne capisco il motivo. Io ne vado fiero, mi hanno dato fiducia totale e lasciato libertà assoluta (a differenza di altri editori che mi avevano contattato). Toglierlo dal web è stata una scelta obbligata e convinta: nella nuova versione c’è quanto avrei voluto scrivere fin dall’inizio. Ma cmq, dopo l’uscita, vi dico come si trova la vecchia versione online :-) .

Ora qua stiamo, a Roma, con un pc improvvisato che mi sembra di scrivere con i piedi. Ma sappiamo che la data di uscita è stabilita per il 19 settembre, e quella di consegna a fine di questa settimana. Qua stiamo consci della possibilità che ci è data: dire quanto ci gira da anni nella testa ad un pubblico vasto. Qua stiamo, con la contentezza di essere partiti dal basso, di aver potuto fare una cosa importante facendo affidamento solo sul network di amici competenze e conoscenze costruiti in anni bellissimi costellati da mille stimoli e centomila esperienze diverse. Ora qua stiamo, con la smania di sapere se questo libro riuscirà a far riflettere e comunicare emozioni; con la smania di dover, per questo, aspettare ancora qualche mese.
Ma qua sono, oggi, stiamo, a ringraziare tutti coloro che in questi mesi mi sono stati vicini. Che da soli, io sono sicuro, non si va da nessuna parte. E, insieme, a rete, invece, tutto è possibile! Qua stiamo adesso. E tutto deve ancora cominciare.



24 Comments

Grazie Mello, una bellissima lezione su quanto possiamo dare se rinunciamo alle certezze per seguire “la voce di dentro”…

certo che in questo caso la precarietà ci dà una bella mano… ; )

Geronto-Italia stai in orecchia, è pronta una generazione di artisti, scrittori, filosofi, intellettuali che ti manderà gambe all’aria!

In bocca al lupo!



ottimo bis. carichi. :-)



vai mello, secondo me chi critica la pubblicazione mondadori nasconde un po’ di invidia…..



complimenti



grazie scrooge



mi evete lasciato sola senza nemmeno un post cencioso!!!maledetti ad abbronzarvi!!!
e oggi vuoi pure coccole e bacetti e forza mello e dai che compriamo il libro e su che cuccherai una cifra e dai che ti roviniamo noi df la piazza…ecc ecc
baciobentornato.



bella fede.
facciamo tutti il tifo per te.
ti vogliamo a cena con la marina b.

calzaider



povera lida sola e pallida :-)
calz dici la figlia di LUI???



e certo, non è lei la capoccia lì a segrate?

calzaider



cazz, non so però se sono pronto a questo :-)



Sei un grande (e io lo sapevo)

Sei a roma…prova a farti sentire…(hai sentito de Imille?)



Buongiorno Mello.
E finalmente ci siamo conosciuti!

Sono Alessandro (o Piccio, come mi presenta Giorgia)…Ricordi, sabato 16 giugno, sotto il loggiato del Comune di Senigallia con il Caterraduno che impazzava?
Intanto scusa ancora per non avere più trovato un solo minuto per approfondire il confronto, che ci stava tutto. Scusami davvero, ma sono convinto che ricapiterà.
E poi complimenti ancora per l’avventura che sta per iniziare sul serio e per come l’hai ideata e realizzata.
Qualcuno critica la scelta della Mondadori? Mah, l’Italia è sempre ghiotta di dietrologi para-invidiosi. Freghiamocene e fregatene.



ciao Mello, sono Giorgio, ci siamos cambiati una mail qualche giorno fa.

Complimenti, complimenti ed ancora complimenti! non vedo l’ora che esca la versione stampa per comprarla, regalarla e diffonderla. Non ti critico affatto per la scelta Mondadori: è una delle case editrici più serie che ci siano, nonostante il proprietario! La critica che posso muovere è che sarebbe fantastico se, dopo un periodo di vendita cartacea, LA VERSIONE 2.0 FOSSE DISPONIBILE ONLINE, sotto licenza CC. in tal caso ti assicureresti “un gruzzoletto” con le vendite nella prima fase e daresti massima visibilità e divulgabilità grazie ad internet nella seconda. Insomma, mi piacerebbe tanto, ma proprio tanto, scaricarla e spedirla a tutta italia senza sentirmi “un pirata”…

p.s. io sono di Roma, ho letto che state a Roma con PC improvvisato… se posso esservi d’aiuto contattami, sarei FELICISSIMO di dare un contributo, seppur modesto… contattami a: ugazio(lumaca)dis.uniroma1.it

p.p.s. attendo con ansia anche l’altro tema che volevi affrontare… l’Italia e LA RETE!



grazie a tutti ragazzi :-) , ma non esagerate
piccio, senigallia è stata bellissima :-)



Complimenti, complimenti, complimenti. E’ inutile dire che ne comprerò almeno due copie. Un abbraccio.



grazie anche a te fabbri un abbraccio



arrivo dopo la puzza a dirti cose che già ti ho detto, ma grande Mello (ho già comprato le mutande da lanciarti durante le presentazioni, of course!). Bacio.



vedo dani che ti sei messa avanti col lavoro ;-)



E’ appena il caso di notare che «L’Italia spiegata a mio nonno» NON è un endecasillabo



Uh mello, ho letto solo ora questo post…. grazie per il grazie!
Anche se poi il giorno dopo questo post mi hai dato una strigliatona….
:-(((((((
Comunque, la versione 2.0 spacca!
marghe



scusa marghe il nervosimo. ma ne è valsa la pena cmq :-*



la conduzione di striscia la notizia è sempre più vicina



ieu e l’angalune…



ehi fedi!!!
sono troppo fiera di te!!!
che devi andare a fare a londra????
Io me ne sono scappata dall’Inghilterra dopo 3 anni senza sole mi è bastato…mi sono rifugiata a ginevra…eheheh…
Beh sguinzagliero tutti per comprarmi almeno una copia del tuo nuovo successo!!
I tuoi occhiali??!!Non li cambiare mai!!!Sei proprio un mello!!
baci
Chiarastella



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