Aiuti ai giovani genitori: per noi un sogno, per la Germania realtà!
E poi tutto d’un tratto la Germania dimostra che si può fare: è possibile aiutare davvero chi ha dei figli!
E mica bisogna andare sulla luna per vedere un po’ di dignità e di stato sociale anche per chi è nato dopo gli anni ’70.
In Germania sono da poco state varate misure importanti a favore della maternità e delle nascite. Non una di quelle cose tipo 1000 euro di bonus una tantum all’italiana. Misure moderne, invece, pensate per i giovani (o adesso gli umarells vogliono fare anche i figli???), misure che, in Germania, dove ci sono 20 milioni di persone più che in Italia, costeranno circa 4 Miliardi di Euro. Se facciamo al volo due conti e rapportiamo questa misura all’Italia, ci accorgiamo che non è certo uno cifra che sta sulla luna, visto che in mezza giornata il governo italiano ha rinnovato il contratto dei dipendente pubblici con una spesa di 3 MILIARDI di euro.
La misura prevede che, quando nasce un figlio, uno dei due genitori riceva per 12 mesi un sussidio statale pari al 67% dell’ultimo stipendio netto (fino ad un massimo di 1800 euro di sussidio). L’altro genitore avrà lo stesso contributo per due mesi. Per avere questo contributo bisognerà lasciare momentaneamente il lavoro, o ridurre il proprio impiego ad un massimo di (udite udite) trenta ore a settimana.
Chi risulta disoccupato al momento della nascita del pupo o chi guadagna meno di 300 euro al mese, prenderà un sussidio di 300 euro al mese.
Tutti i sussidi non andranno ad incidere in ogni modo su altri sussidi o aiuti pubblici.
La regola del 12+2 mesi è molto elastica. Si potrà decidere di fare 7 mesi un genitore e 7 l’altro (anche contemporaneamente) o come si ritiene più opportuno. Si potrà decidere di fare anche 24mesi+4, ed in questo caso il sussidio verrà dimezzato.
Se nei 24 mesi precedenti si è avuto un altro figlio, un bonus “al fratellino” si aggiungerà a quello dei genitori. In caso di parti gemellari, 300 euro al mese in più per ogni gemello.
Queste misure, approvate dalla Gross Koalition di Angela Merkel, ed appoggiate da tutto il parlamento, sono state presentante dalla ministra “Per la famiglia, gli anziani, le donne e i giovani”, Ursula von der Leyen, donna in forte ascesa secondo il borsino della politica tedesca.
La ministra teutonica, a differenza della sua omologa italiana (la “vergine per scelta religiosa” Rosy Bindi), è della CDU, il partito di centro destra, e di famiglia ne sa a pacchi, visto che lei stessa è madre di sette figli (vedi la foto).
È un sogno chiedere qualcosa di simile in Italia? I putativi nuovi genitori italici non meritano tanto? Probabilmente è così! Mi ronza già nelle orecchie la scusa di maggioranza e opposizione pronta a contrastare una proposta del genere:
“I figli si fanno per amore e non per soldi” mi sembra già di leggere le dichiarazioni di Casini, Fioroni, Buttiglione, Paola Binetti.
E anche “le priorità sono altre”. Come per esempio permettere di andare in pensione a 50 anni. Solo per chi ha un atipicissmo contratto a tempo indeterminato, ci mancherebbe.


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